Il papa si rivolge ai migranti: “Rispettate leggi, tradizioni e cultura di chi vi ospita”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:51
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Papa Francesco è tornato a parlare del fenomeno migratorio nel primo discorso ufficiale del 2018. In una Piazza San Pietro gremita di fedeli e immigrati, il Santo Padre ha ricordato a tutti come l’accoglienza sia un principio fondamentale della religione cattolica e dell’essere umano in generale, quindi si è rivolto ai migranti dicendo loro che l’accoglienza dev’essere premiata con un profondo rispetto per il Paese e la comunità che li ospita: “Gli immigrati hanno il dovere di rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti”. Questa precisazione è d’obbligo poiché, sebbene non necessariamente collegato a reati commessi, la mancata integrazione di molti migranti ha favorito l’emergere di gruppi xenofobi e razzisti in molte nazioni europee.

Chiarito questo punto, papa Francesco si è rivolto alle comunità ospitanti, sottolineando come l’apertura dei migranti alla cultura che li ospita dev’essere favorita da una società che gli permetta di sentirsi al sicuro, pertanto dice che bisogna: “Garantire la possibilità di un’integrazione dei migranti nei tessuti sociali in cui si inseriscono, senza che questi sentano minacciata la propria sicurezza, la propria identità culturale e i propri equilibri politico-sociali”. Il Santo Padre evidenzia in seguito che questa garanzia non è possibile se non si effettua previamente un’analisi attenta sulle possibilità di accoglienza di ogni Paese.

Bergoglio, infatti, dice alle autorità di prestare attenzione al fenomeno di migrazione, il che non significa alzare barriere ed impedire il loro arrivo, ma ponderare con oculatezza quanti migranti possono essere accolti senza creare disparità e condizioni di vita disagiate: “Valutare con saggezza e lungimiranza fino a che punto il proprio Paese è in grado, senza ledere il bene comune dei cittadini, di offrire una vita decorosa ai migranti, specialmente a coloro che hanno effettivo bisogno di protezione. Soprattutto non si può ridurre la drammatica crisi attuale ad un semplice conteggio numerico”.

F.S.