Ultima ora sul caso Sea Watch 3: la capitana Carola Rackete scarcerata, il gip non ha convalidato l’arresto e in serata è arrivata la notizia.

carola rackete

(FEDERICO GAMBARINI/AFP/Getty Images)

Carola Rackete, giovane capitana della Sea Watch 3, la nave umanitaria che aveva forzato prima il veto di entrare in acque territoriali italiane, quindi di attraccare a Lampedusa, è stata scarcerata. In tutta Europa, nelle scorse ore, si erano tenute manifestazioni per chiedere la scarcerazione della donna. Presidi e sit-in da Colonia fino a Salisburgo, dove era attesa la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Perché è stata scarcerata Carola Rackete

Il gip di Agrigento, Alessandra Vella, la quale non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch 3, ha motivato la sua decisione sottolineando che il reato di resistenza a pubblico ufficiale sarebbe stato giustificato da una “scriminante” legata all’avere agito “all’adempimento di un dovere”. Secondo il gip anche la scelta di attraccare a Lampedusa sarebbe stata motivata dalla necessità di giungere in un porto sicuro.

Infine, il recente decreto sicurezza bis “non è applicabile alle azioni di salvataggio”, spiega il gip di Agrigento. I domiciliari per Carola Rackete erano stati decisi dalla Procura di Agrigento, che chiedeva anche la convalida della misura restrittiva e il divieto di dimora in provincia di Agrigento.

Carola Rackete: un caso che divide l’opinione pubblica

La vicenda ha diviso l’opinione pubblica, sebbene la maggioranza degli italiani sembra essere schierata contro l’atteggiamento tenuto da Carola Rackete, in particolare per la tragedia sfiorata al momento dell’attracco a Lampedusa. Con la capitana della Sea Watch 3 si è schierata Francesca Peirotti, trentenne cuneese residente a Marsiglia, condannata dalla Corte d’Appello di Aix En Provence a sei mesi di carcere con la condizionale per aver aiutato alcuni migranti ad attraversare il confine Ventimiglia-Mentone.

Con la Rackete anche diverse cantanti, da Emma Marrone a Paola Turci, mentre Gianluca Grignani pubblica la foto di due bambini neri e contesta la raccolta fondi per pagare le spese legali: “La colletta fatela per loro. Il Pd si mobilita per pagare le spese legali di chi ha violato la legge. Secondo loro questi sono i motivi per cui mobilitarsi”.