Bossi, accusa in prescrizione: “Defenestrato dalla mia Lega”

Umberto Bossi, l’accusa per appropriazione indebita di denaro è ufficialmente caduta. L’ex capo della Lega Nord non è più incolpato o sotto accusa, il reato è in prescrizione. Chi chiedeva giustizia e condanne pesanti non riceverà quanto sperato.

Sono ormai anni che si parla di Umberto Bossi e della sua Lega Nord. Il partito politico, secondo indagini recenti, si sarebbe infatti impossessato di una somma enorme in modo indebito: 49 milioni di euro. Cifre che poi avrebbero finanziato la campagna elettorale del movimento politico dell’estremo nord. Finì subito sotto osservazione il tesoriere della Lega, Francesco Belsito, che annunciò nell’aprile del 2012: “Mi fanno la contestazione di finanziamento illecito ai partiti. Io sono tranquillo. Per quanto riguarda gli investimenti in Tanzania, dopo la bufera mediatica abbiamo fatto rientrare i fondi. Dunque il caso è già chiuso”, riporta Sky Sport.

Umberto Bossi ed i 49 milioni usati in modo improprio

La cosa però non finì affatto in quel momento, anzi. E Belsito consegnò anche le dimissioni da tesoriere del gruppo politico. In particolare il capo del movimento, Umberto Bossi, venne trovato colpevole di aver usato fondi pubblici in modo improprio. Sarebbe stato circa mezzo milione di euro di soldi pubblici (ottenuti dalla famiglia mediante rimborso elettorale) quello utilizzato dalla famiglia del nord per scopri privati. Con quel denaro la famiglia avrebbe pagato tante multe, migliaia di euro di spese dal carrozziere ed addirittura la laurea in Alabania di Renzo detto “il Trota” Bossi. Nonché i lavori di ristrutturazione della villa di famiglia a Gemonio e tante altre spese di portata inferiore ma che, accumulate, hanno portato la cifra ad innalzarsi in modo incredibile.

La svolta nel 2018

Vi è stato ovviamente un ricorso da parte della parte lesa, che è stata in un primo momento accettato e poi rifiutato dalla Cassazione che ha accolto l’appello della Procura. La decisione venne diramata il 12 aprile 2018 con il seguente comunicato: “Accettato il ricordo della Procura per l’esistenza di disponibilità monetarie della percipiente Lega Nord che si sono accresciute del profitto di reato, legittimando così la confisca diretta del relativo importo, ovunque e presso chiunque custodito e quindi anche di quello pervenuto sui conti e/o depositi in data successiva all’esecuzione del provvedimento genetico”.

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Il caso cade in prescrizione, le parole di Bossi

Oggi la Cassazione annuncia la prescrizione del caso. Bossi e Belsito non sono più penalmente perseguitati. Tuttavia la cifra di 49 milioni di euro, che verrà pagata in diversi anni, resta ancora attiva. Queste le parole di Bossi riportate da Ansa:

“Non ho avuto conseguenze sul piano penale ma quei soldi li ho presi e lasciati nella cassa del partito. L’unico rammarico è che per questa vicenda, cavalcata da altri, sono stato defenestrato. Il partito, che era il mio partito, oggi è di altri. Mi sento dignitosamente riabilitato come politico e come uomo”. 

N.A.