Gabigol: “Poche possibilità all’Inter ma resto un tifoso”

Gabigol ha parlato del proprio futuro e del suo momento all’Inter. Il centravanti brasiliano è ancora di proprietà dell’Inter ed il suo futuro è tutt’altro che deciso. Per questo dubbi e voci di mercato si infittiscono attorno al suo nome. 

Gabriel Barbosa, detto Gabigol. Attaccante dell’Inter, esperienza in Italia fatta, pessima la riuscita. Il giovane attaccante che il 30 agosto 2016 arrivò a Milano, dal Santos FC, per ben 30 milioni di euro, è ancora di proprietà dei nerazzurri. Per il brasiliano appena 9 presenze ed un gol con la maglia della squadra italiana, che lo girò in prestito al Benfica. Quindi il mancino venne dato in prestito proprio al suo ex club, il Santos F.C. ed ora è in prestito al Falmengo, dal quale ritornerà in Italia a dicembre di quest’anno. Il suo futuro è ancora incerto. Chissà che la squadra italiana non possa decidere di puntarci in futuro…

Gabigol e l’Inter, un futuro ancora da scrivere

Per Gabigol il Brasile sembra essere un elisir di lunga vita. L’attaccante nato a Sao Bernardo do Brasil il 30 agosto 1996, sta facendo davvero molto bene. Per lui fin qui, con la maglietta del Flamengo, ben 1432 minuti giocati. Un minutaggio da dividere tra Serie A brasiliana (10 presenze, 9 gol e 3 assistenze per i compagni di squadra) e Libertadores (7 partite giocate e 4 gol segnati). Numeri incredibili, che potrebbero aprirgli le porte ad altri club europei o addirittura ad una permanenza in nerazzurro, dovrebbe incontrerebbe Antonio Conte.

Le parole di Gabigol

Oggi Gabigol ha parlato ai microfoni di Tuttosport. Ecco le sue dichiarazioni:

Ho avute alcune possibilità, ma sono state poche. Minutaggio troppo piccolo. Comunque non ho rimpianti né serbo rancore. In Portogallo, per esempio, con la maglia del Benfica ho giocato solo cinque partite nelle varie competizioni e tutte da subentrante. Alla prima occasione da titolare, in campionato, ho segnato. Io ho sempre voluto far parte di un gruppo, sentirmi importante nella squadra, come successo al Santos prima e nel Flamengo ora. Dopo aver vinto l’Olimpiade di Rio, ho pensato di andare via perché avevo ricevuto alcune proposte molto importanti per la mia carriera. Ho accettato la proposta dell’Inter per la gentilezza che la società ha avuto nei confronti miei e della mia famiglia. Così come i tifosi nerazzurri che sono venuti ad accogliermi e mi hanno festeggiato in aeroporto. Sono arrivato a Milano con grandi motivazioni perché mi piaceva il progetto del club ed ero felice di cominciare un’esperienza in Europa, ma le cose non sono andate come immaginavo. 

Sul futuro

“Ho sempre cercato sempre di parlare molto con l’allenatore. Ma un giocatore capisce quando il tecnico conta su di te o no. In allenamento ho sempre dato il massimo, tutto me stesso, chi mi conosce lo sa. Sono un gran lavoratore. In Brasile ho avuto continuità e ho sempre fatto bene. Spero che possa succedere anche in un club europeo. Sono ancora dell’Inter, vedremo se succederà lì. La Champions League? È il torneo al quale ogni giocatore sogna di partecipare e disputarla per me sarebbe bellissimo”. 

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Sulla maturazione col tempo

“Sono maturato sia come persona che come giocatore. All’Inter ho imparato a giocare in modo diverso, ho appreso un’altra lingua e ho vissuto con giocatori provenienti da altre Nazioni, assimilando anche le modalità di allenamento di entrambi gli allenatori che ho avuto, De Boer e Pioli. La squadra purtroppo non stava andando molto bene, avevano appena cambiato allenatore. Io avevo bisogno di giocare, ma non godevo di grande stima da parte del mister. A Milano mi sono adattato bene. Fra l’altro ci sono tanti ristoranti brasiliani di eccellente qualità anche se gli spaghetti sono il mio piatto preferito. E quelli li fanno bene pure in Brasile. Il mio mancato trasferimento nel calcio spagnolo? Coincidenze. All’epoca in cui l’Inter voleva vendermi al Las Palmas, non la consideravo una buona opportunità per la mia carriera e finii al Benfica, che è una delle più grandi, se non la più grande squadra del Portogallo. La decisione di tornare al Santos è stata legata a tanti fattori”. 

Gabigol sul futuro e l’inter

“Il calcio spagnolo potrebbe essere piacevole per me, ma al momento voglio continuare ad allenarmi duramente, a giocare e a segnare e possibilmente a vincere con il Flamengo. Almeno sino alla fine dell’anno. Poi vedrò con la mia famiglia, i miei agenti e naturalmente l’Inter cosa sarà meglio fare. Difficile dire cosa sia andato storto all’Inter. I tifosi mi piacciono molto e i compagni sono sempre stati gentili con me. Andavo in giro per le strade e tutti volevano parlare con me. Forse in quel momento la squadra aveva bisogno di qualcosa di diverso rispetto a quello che potevo dare. L’Inter aveva attaccanti che giocavano già insieme e avevano caratteristiche differenti rispetto alle mie. Ancora oggi sui social ci sono molti tifosi nerazzurri che mi chiedono di tornare. Ho giocato pochissimo, ma sono riuscito anche a segnare. C’erano tante aspettative, ma non è bastato. Detto ciò, io non mollo di un centimetro e penso al presente e al futuro. Se tornassi indietro direi ancora sì all’Inter. È un top club, in passato ha vinto tutto a livello internazionale e molti brasiliani hanno fatto la storia con i nerazzurri. Io resto anche un tifoso interista e seguo sempre in tv le partite della “mia” squadra“. 

N.A.