Juventus, parla Douglas Costa. Dopo un anno difficile tra infortuni e mancata continuità, il brasiliano annuncia la rinascita in bianconero e promette scintille con Maurizio Sarri 

Douglas Costa va verso una nuova vita in bianconero. Rimasto alla Juventus, il brasiliano è pronto rilanciarsi alla grande con l’arrivo di Maurizio Sarri. Un tecnico che non solo ha puntato su di lui sin dal primo giorno, chiedendone la conferma alla società, ma che è anche pronto a valorizzarlo anche attraverso il suo gioco offensivo e spumeggiante.

Proprio di questo ha parlato il calciatore nel corso dell’intervista a La Gazzetta dello Sport oggi in edicola: “Ho tanta voglia di dimostrare il mio valore, perché lo scorso anno non ci sono riuscito a causa dei troppi infortuni. Sono sicuro che per me sarà una stagione differente. Sono molto più scrupoloso anche fuori dal campo, sto facendo molte sedute di fisioterapia perché voglio essere sempre al 100%. Penso che ci siano tutte le premesse perché il matrimonio tra me e la Juve possa essere un successo”.

Juventus, parla Douglas Costa

Il fantasista brasiliano mostra subito maxi entusiasmo per l’arrivo di Sarri: “Io sono un giocatore molto offensivo e il gioco di Sarri è perfetto per me. La sua impostazione è uno stimolo in più per tutti noi attaccanti, Ronaldo, Higuain e Dybala: poter stare più vicini alla porta ci aiuta a rendere meglio”. Il giocatore spiega anche cosa è cambiato nel frattempo dalla gestione di Massimiliano Allegri a quella nuova del tecnico ex Chelsea: “Sarri insiste sull’intensità e chiede il pressing molto alto. Ha uno stile diverso da Allegri, che partiva più indietro. Sta cambiando il volto della Juve e noi, ubbidienti, facciamo tutto quello che ci chiede”.

Poi il paragone: Sarri come Josep Guardiola. Il calciatore ne parla così: “Ho giocato nel Bayern di Guardiola che era molto offensivo, poi ho avuto Allegri che era più difensivo, ora sto scoprendo Sarri. Tutto ciò che ho imparato con Allegri adesso va riadattato al calcio di Sarri. Guardiola e Sarri si somigliano, tutti e due insistono parecchio sulla pressione offensiva e tengono la linea difensiva molto alta. A Guardiola piacciono i tocchi di palla molto rapidi come a Sarri, anche se il nuovo tecnico cura di più la fase difensiva. Sono allenatori differenti che propongono un’idea di calcio molto simile”.

 

P.C.

 

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