In Rai da quasi un quarto di secolo (è entrato nel 1995 a 27 anni), Salvo Guercio è un grande conoscitore della tv italiana.

Non è un caso che Salvo Guercio sia tra gli autori di ‘Techetecheté‘, lo show serale di Rai 1 diventato un appuntamento immancabile non solo per i nostalgici del gran varietà che ha occupato intere prime serate dagli anni ’60 ai ’90.

Palermitano, classe ’68, Salvo Guercio è entrato nella Tv di Stato come programmista regista, ma poi è passato a fare quello che ama di più, scrivere programmi come autore. Così nel tempo ha collaborato con Pippo Baudo (per cinque edizioni di ‘Domenica In’) e Mike Bongiorno, Milly Carlucci, Heather Parisi, Mara Venier e Paolo Limiti.

Ma la sua musa è Amanda Lear, con la quale nel 2001 ha realizzato ‘Cocktail d’amore’, “programma che ho concepito e scritto per celebrare (e al contempo distruggere in una sorta di catartico faló finale) tutti i feticci e i giocattoli della mia precoce iniziazione televisiva” come ha raccontato lui tempo dopo.

Ed è ancora molto legato anche a Pippo Baudo, conduttore che per Guercio è stato una specie di traghettatore in un mondo per lui sconosciuto: “Con Pippo ho vissuto momenti professionali che sentirei di augurare a tutti i miei colleghi, soprattutto a quelli più giovani. Mi ha insegnato tanto, e guai a chi me lo tocca”.

Leggi anche: Patty Pravo a Techetechetè: cinque matrimoni e una vita intensa

Come nasce Techetechetè? Lo spiega Salvo Guercio

La passione per i varietà è nata fin da piccolo, abbagliato da Raffaella Carrà, conosciuta personalmente quando lui aveva sette anni, e ancora da Amanda Lear che incontro per la prima volta nel ’78 non immaginando certo che da lì a diversi anni avrebbero anche lavorato insieme.

Il segreto di un buon programma televisivo? “É necessario che una squadra di autori, registi, tecnici, scenografi, costumisti, lavorino in perfetta sinergia per garantire un risultato ottimale. Basta che uno solo di questi ingranaggi si inceppi per pregiudicare il risultato finale”.

E la ricetta vincente di Techetechetè? L’ha raccontata lui stesso qualche tempo fa a TvBlog. La scelta dei temi, fatta con largo anticipo rispetto alle trasmissioni vere e proprie, e saper intercettare il gusto del pubblico. “Io personalmente come altri miei colleghi vado quasi esclusivamente “di memoria”. Ho visto il mio primo varietà a 4 anni”. Non ha ancora messo oggi anche se come confessa, rifare Techetechetè fra trent’anni sarà durissima vista la qualità e le scelte per gli show attuali.