Everton, Kean rivela: “Ho parlato con Ronaldo, ecco cosa mi ha detto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:06

Moise Kean attaccante dell’Everton ha parlato ai microfoni del sito ufficiale del club. Il centravanti ha rivelato di aver parlato con i suoi ex compagni in questi giorni. 

Moise Kean è ormai un attaccante dell’Everton. Il centravanti ha abbandonato la Juventus a titolo definitivo trasferendosi in Inghilterra, in Premier League. L’attaccante, ai microfoni ufficiale del club di Liverpool, ha rivelato che in questi giorni ha parlato con alcuni ex compagni di squadra. Ecco le sue parole:

“Ho parlato con i miei compagni della Juventus. Ed anche con Cristiano: mi ha detto di inseguire i miei sogni e lavorare sodo”.

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Moise Kean saluta la Juventus, le sue parole prima dell’addio

Poche settimane fa il ragazzo, in un’intervista ai microfoni di The Player’s Tribune, ha parlato della sua vita e dell’amore per la Juventus. Le sue parole ora appaiono ancora più struggenti dopo questo inaspettato addio:

“La strada come tutti sanno insegna molte cose: essere uomo, capire la realtà della vita e le cose che stanno intorno, nel bene e nel male. Ho sofferto abbastanza da bambino, non era facile: ci penso ogni giorno quando vado a fare allenamento, ad aver fame e andare avanti. Non ho avuto un passato come tutti gli altri ragazzi, non è stato bello.

È per quello che delle volte mi metto lì e penso a ciò che ho fatto, a quanto sono fortunato ad avere tutto questo oggi. Ringrazio Dio ogni giorno. Il primo ricordo che ho del calcio è di quando ero ad Asti in oratorio a giocare, facevamo i tornei con tante nazioni. Il campo era in asfalto, se cadevi ti facevi male ma le partite erano così intense che ti dovevi alzare lo stesso.

La mia vita è cambiata quando ho esordito con la Juventus: già da un po’ mi allenavo con la prima squadra, da un paio di settimane. A un certo punto contro il Pescara il mister mi chiede di scaldarmi, ma io non ci credevo. Il tempo stava per finire, stavamo vincendo 4-0 e pensavo ‘Ma perché non mi fa entrare?’, mi giravo a guardarlo come per farglielo capire. Avevo un po’ perso le speranze, poi all’80’ mi chiama. Io corro veloce da lui, mi batteva il cuore a mille.

La cosa che non dimentico è che mentre correvo da lui pensavo a tutte queste cose. Mi hanno applaudito tutti quando stavo andando verso il mister e appena sono entrato al posto di Mandzukic ho pensato a tutte le partite giocate al Don Bosco sull’asfalto. E invece stavo giocando con Dybala, Marchisio, Buffon allo Juventus Stadium. Non ho mai provato una sensazione simile. Secondo me Dio mi ha dato tutto questo, e un po’ anche la strada”.