Thiago Motta ufficiale al Genoa: scopriamo il 2-7-2 del nuovo allenatore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:12

Thiago Motta ufficiale al Genoa: l’allenatore italobrasiliano porterà in Italia il modulo inventato al Paris Saint Germain Giovanile.

Thiago Motta ufficiale al Genoa: nel primo pomeriggio la società ha comunicato l’esonero di Aurelio Andreazzoli. E pochi minuti fa è arrivato anche l’annuncio dell’arrivo per il nuovo allenatore. “Il Genoa ha reso noto di aver affidato la conduzione tecnica della prima squadra a Thiago Motta, ex giocatore rossoblù nella stagione 2008/09 e reduce dai trascorsi nel Paris Saint Germain. Motta ha diretto la ripresa odierna degli allenamenti al Centro Sportivo Signorini”.

La presentazione domani, 23 ottobre, alle 14.30 in sede, ma intanto già oggi ha diretto il primo allenamento. Il ritardo nella comunicazioen è stato dovuto all’attesa per il via libera da parte della Lega di Serie A. Thiago Motta infatti in qudesti giorni è a Coverciano a seguire il corso per il patentino. E con lui altri illustri compagni come Pirlo, Toni, Samuel, Chivu e Montero.

In teoria quindi non potrebbe sedersi in panchina, ma lo farà affiancato da un allenatore che quel patentino ce l’ha. Dovrebbe essere l’ex attaccante del Genoa, Murgita, l’unico in società a possedere il patentino giusto. Il resto però ce lo metterà lui che debutta ufficialmente come tecnico in una Prima Squadra.

Thiago Motta Genoa
Thiago Motta ufficiale al Genoa: come giocherà la sua squadra (foto da Instagram)

Leggi anche: Genoa, Andreazzoli verso l’esonero: i profili per sostituirlo

Thiago Motta e il suo modulo rivoluzionario: come giocherà il Genoa

Thiago Motta negli ultimi due anni è stato l’allenatore del Paris Saint Germain Under 19, in pratica la nostra Primavera. E lì ha varato il suo modulo 2-7-2 che sembra un’assurdità ma ha un senso logico. Il succo è quello di dividere il campo in tre fasce verticali: ai lati le due catene formate dal terzino (o esterno basso) e dall’attaccante esterno. In mezzo il blocco con portiere, due difensori centrali, tre centrtocampisti e la prima punta.

La spiegazione l’ha data lui stesso qualche tempo fa: “​Per me la squadra si può leggere anche partendo dalla fascia destra arrivando alla sinistra. Io il portiere lo conto in quei 7 in mezzo al campo. Per me l’attaccante è il primo difensore e il portiere il primo attaccante. Dal portiere parte il gioco, con i piedi, e dalle punte il pressing offensivo per recuperare la palla” ha spiegato. In pratica una diversa visione del classico 4-3-3 che viene letto in verticale e non in orizzontale.

Ad aspirarlo è stato Pep  Guardiola, suo compagno ai tempi del Barcellona prima di arrivare in Italia. Ma anche Carlo Ancelotti, che considera come suo vero modello. E adesso toccherà al Genoa pronta a cominciare la sua nuova era.