Terremoto Macerata, dopo tre anni sono ancora 20.000 gli sfollati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:28

Dopo tre anni dalle scosse di terremoto a Macerata, si contano ancora oltre 20.000 sfollati. Oggi l’anniversario del sisma che colpì le Marche

Macerata
Terremoto Macerata, sono ancora 20.000 gli sfollati (websource)

Sono oramai passati tre anni dalle scosse di terremoto del 2016, ma la situazione a Macerata è cambiata ben poco. Ad oggi gli sfollati sono ancora 20.733. Si certo sono la metà rispetto ai 43.481, ma comunque ancora più di ventimila persone sono senza casa, con ben 502 persone che ancora vivono in albergo, di cui 207 famiglie, il 2%. Anche qui il dato è confortante, visto che al momento del sisma erano ben 9.533 le persone che risiedevano nell’albero.

Macerata, i contributi per i 16mila sfollati

Dopo il sisma sono ben 15.949 le persone che percepiscono il Cas, che non è altro che il contributo di autonoma sistemazione. Di queste quasi 16mila persone, ci sono ben 7.429 nuclei familiari, il 77%. Chi invece non percepisce il Cas, vive vnelle strutture abitative d’emergenza, le Sae (1.653 famiglie, il 18%), qui sono ben 3.647 le persone.

Ad alloggiare nelle strutture socio-sanitarie sono 78 persone in quelle invendute 246 (per 99 famiglie, l’1%). Altre strutture ricettive, invece ospitano 311 persone, per 214 nuclei familiari. 

Ma lo sforzo della regione Marche è stato ingente da quando è successo il sisma. Infatti la regione ha versato ben 220.292.418 euro di Cas. Per coloro che invece alloggiano negli alberghi, sono stati versati ben 71.429.400 euro, per un totale di 291.721.818 euro. Di conseguenza anche i prezzi mensili sono elevati, con la regione che versa 391.825 euro agli alberghi e 5.298.180 per l’autonoma sistemazione.

Per la ricostruzione pubblica, invece sono stati ben 577 gli interventi finanziati, di cui 12 caserme, 60 chiese e beni culturali, 75 donazioni, 141 di edilizia residenziale, 241 opere pubbliche e 48 scuole. Inoltre sono state presentate 470 pratiche per le attività produttive e 5.974 per il residenziale. Le attività da delocalizzare, invece sono state 1248 di cui 539 autorizzate (il 43%). Le soluzioni abitative di emergenza invece sono 1682, sparse per un territorio, e comprendono una spesa complessiva di 158.233.701 euro, tra costi di fornitura (94.672.716 euro iva esclusa) e costi delle opere di urbanizzazione (63.560.986 euro).

E’ Camerino, il comune con la maggiore sistemazione di casette (310 Sae per 63.560.986 euro). Segue poi Visso (il 13,5%) con 228 Sae per 21.345.301 euro, Il terzo gradino del podio lo occupa Pieve Torina con 210 casette per 17.949.678 euro (11,3%).

Per quanto riguarda l’invenduto, sono stati acquistati 119 alloggi per 18.581.347 euro e 32 hanno gli atti da stipulare, per un totale di 5.201.531 euro. Infine sono compresi un totale di 151 alloggi e 23.782.878 euro, compresi gli oneri e le spese di trasloco e manutenzione.

L.P.

Per rimanere sempre aggiornato sulle notizie di Cronaca, CLICCA QUI !