Movimento delle sardine: chi sono, quando sono nati, cosa vogliono

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:35

Movimento delle sardine: chi sono i quattro ragazzi che hanno fatto partire tutto, quale messaggio lanciano e quali sono i prossimi appuntamenti?

Movimento delle sardine: chi sono, gli ideatori che in pochissimo tempo sono riusciti a radunare e compattare migliaia di persone in Emilia? Si chiamano Mattia Sartori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Gerreffo. Grazie al loro passaparola, soprattutto via social, a Bologna in piazza Maggiore a protestare contro Matteo Salvini erano in 15mila. E due sere dopo a Modena, per lo stesso motivo, altre 7mila persone.

Il primo ad avere l’idea è stato Mattia Sartori, 32enne laureato in Scienze Politiche. Ha coinvolti gli altri tre amici, tutti trentenni come lui e uniti nell’idea della protesta contro il leader della Lega. Il 26 gennaio l’Emilia Romagna andrà a votare per le Regionali, Salvini in questi giorni sta completando un lungo tour in regione. Ma a Bologna non si passa, almeno è quello che hanno voluto fare sapere Matteo e gli amici. Andrea fa la guida turistica, Roberto Morotti è un ingegnere che lavora nel settore del riciclo e Giulia Trappoloni è fisioterapista.

Hanno organizzato tutto in una mattina partendo da un Grupppo su Facebook battezzato “6.000 sardine contro Salvini”. Sardine perché combattono contro uno ‘squalo’. Ma soprattutto perché l’idea di fondo era quella di un flash mob che riempisse piazza Maggiore, per stare stretti come sardine. E in effetti hanno risposto in 15mila all’appello. La sardina è un pesce comune, silenzioso, non urla come fanno molti politici oggi e il simbolo è stato servito in fretta.

Movimento delle sardine Bologna Modena
Movimento delle sardine: come è nato e a cosa punta (foto da Facebook)

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Movimento delle sardine, tutti i prossimi appuntamenti in Italia

Ma ora a che cosa punta il Movimento delle sardine? In realtà è appena nato, anche il termine Movimento sembra quasi una forzatura. Gli ideatori vogliono mantenere la spontaneità delle iniziative e la loro connotazione apolitica. Non a caso sia a Bologna che a Modena non erano presenti bandiere o simboli di partito.

Sarà così anche nei prossimi appuntamenti, già programmati. Il 21 novembre a Sorrento, in concomitanza con l’arrivo del leader leghista. Altra replica il 30 novembre a Napoli, dalle 19 in piazza del Gesù Nuovo. E domenica 1° dicembre toccherà a Milano: non è ancora stato comunicato il punto di ritrovo ma intanto è già nata una pagina Facebook dedicata.

E come è stata accolta l’iniziativa? In genere molto positivamente a sinistra, perché tutto quello che può contrastare l’ascesa della lega e del centrodestra fa brodo. Critico però Giorgio Cremaschi, sindacalista e portavoce nazionale di Potere al Popolo: “È un po’ come la stagione dei girotondi – ha detto a Radio Cusano Campus – che aveva un elemento positivo di partecipazione popolare. Ma poi terminata in un disastro, perché è finita in mano alla vecchia classe politica di centrosinistra“. A destra invece qualcuno ha già sottolineato i collegamenti, reali o presunti, degli organizzatori con partiti di sinistra. Mattia, ad esempio, lavorerebbe per una società di ricerca fondata da Romano Prodi anche se lui dice di non conoscerlo nemmeno.