Open Arms, Salvini indagato dai pm afferma: “Rifarei tutto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:42

I pm di Agrigento continuano ad indagare Matteo Salvini per la Open Arms. Il leader della Lega afferma: “Rifarei tutto, per me è una medaglia”

Open Arms
Open Arms, i pm di Agrigento indagano Matteo Salvini (via Getty Images)

Ennesimo gesto provocatorio di Matteo Salvini nei confronti della Magistratura. I pm di Agrigento infatti, continuano ad indagare sulla posizione di Matteo Salvini, per la vicenda della nave no profit.

Il massimo esponente della lega afferma a riguardo: “Altra indagine, altro processo per aver difeso i confini, la sicurezza, l’onore dell’Italia? Per me è una medaglia! Rifarei e rifarò tutto“.

A contrabbattere l’uscita di Salvini ci ha pensato scar Camps, fondatore dell’Organizzazione No Profit. Camps ha infatti affermato: “Mi chiedo se questa volta, come è successo nel caso Diciotti, il Parlamento salverà Salvini negando l’autorizzazione a procedere“.

In quei venti terribili ed infiniti giorni, i prigionieiri in mare dovettero convivere su una nave, con solamente due bagno alla turca, visto che nessuno diede l’autorizzazione per sbarcare sulla terra ferma. Per disperazione, molti di loro si gettarono a mare, nel tantativo di arrivare sulla terraferma.

A riguardo il procuratore di Agrigento, ordinò il sequestro della nave e lo sbarco dei migranti, dichiarando: “L’Autorità pubblica aveva consapevolezza della situazione d’urgenza e il dovere di porvi fine ordinando lo sbarco delle persone“. Quell’autorità pubblica era Matteo Salvini, inconsapevole che a pochi giorni avrebbe perso anche la carica del Ministro dell’Interno.

Duemesi dopo quel comunicato, per Salvini arrivano altre pesanti accuse giudiziarie. Infatti l’ex ministro dovrebbe essere accusato di sequestro di persona e omissione d’atti d’ufficio. Queste sono le ipotesi di reato con le quali la Procura di Agrigento ha iscritto il leader della Lega nel registro degli indagati passando il fascicolo alla Dda di Palermo.

Open Arms, un caso Diciotti bis?

Si rischia così di creare un nuovo caso Diciotti. In quel caso l’indagine fu trasferita a Catania, perché i giudici ritennero che la condotta da contestare a Salvini fosse cominciata quando la nave della Guardia costiera fu fatta entrare nel porto di Catania.

Chissà se questa volta si ripeterà lo stesso scenario, con il Parlamento pronto a salvare nuovamente il leader della Lega.

Ancora una volta è Luigi Patronaggio, procuratore di Agrigento, che sta provando a trascinare Salvini davanti al tribunale dei ministri. Lo scorso 20 agosto, Patronaggio rimase sconvolto dalla ispezione sulla Open Arms alla fonda davanti a Lampedusa. Furono ritrovati migliaia di corpi, in quell’occasione il leader del Carroccio, definì i presenti sull’imbarcazione, come “Malati immaginari”.

Stavolta però contro il leader della Lega, non c’è solamente ‘esito dell’ispezione sanitaria guidata da Patronaggio a testimoniare l’omissione di quegli atti d’ufficio che il Viminale avrebbe dovuto adottare. Infatti c’è anche il decreto cautelare d’urgenza del presidente di sezione del Tar del Lazio Leonardo Pasanisi che aveva accolto il ricorso della Ong spagnola annullando il provvedimento di divieto di ingresso in acque territoriali italiane firmato da Salvini e dai ministri Toninelli e Trenta.

Inoltre le imbarcazioni a salvate da Open Arms, erano a rischio affondamento.  Inoltre nel fascicolo è presente anche la mail con la quale la Guardia di Costiera, comunica il nullaosta allo Sbarco al Viminale, prendendo le distanze dalla decisione del Governo. Andremo quindi a vedere se Salvini sarà condannato o se si ripeterà un caso Diciotti bis.

L.P.

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