Mercato delle biciclette, quali soluzioni possibili ai ritardi e all’aumento dei prezzi?

Ormai da due anni il mercato delle biciclette ha conosciuto stravolgimenti molto significativi e non è un segreto per nessuno che le bici siano diventate più care e talvolta introvabili: i tempi di consegna degli ordini in negozio si sono dilatati da poche settimane a diversi mesi e spesso è difficile perfino fare delle previsioni.

Da cosa dipende e quanto durerà? Se ne è parlato molto e ormai anche chi non è del settore sa che ad incidere su questa situazione c’è una concomitanza di fattori che va dall’aumento globale del prezzo delle materie prime al fattore della domanda, letteralmente schizzata alle stelle negli ultimi due anni.

Secondo alcune previsioni ci vorranno un paio d’anni per tornare alla normalità, secondo altre invece dovremo rassegnarci ad un ritocco definitivo dei listini – inaugurato da brand come Orbea e Scott che sono stati tra i primi a comunicarlo ufficialmente – considerato anche l’andamento dell’inflazione che comincia ad essere non più soltanto transitoria.

Le cause dell’aumento dei prezzi e dei ritardi

Andando ad esaminare più nel dettaglio le ragioni della situazione attuale, vediamo che l’aumento dei prezzi delle biciclette, iniziato nel 2021, si deve in primo luogo al prezzo più alto delle materie prime, tra cui acciaio, alluminio e carbonio con cui vengono realizzati i telai.

Anche la componentistica in arrivo dall’Estremo Oriente ha subito un aumento dei costi dovuto all’esaurimento degli stock a seguito della ripresa post-Covid e al costo di plastica e metalli. I componenti delle biciclette, in gran parte realizzati a Taiwan e in altri paesi orientali, sono aumentati anche del 40-60%. Nel 2020 i tempi di attesa delle forniture di componenti sono stati di circa 300 giorni. Non parliamo poi del balzo dei costi energetici – sotto gli occhi di tutti con il caro bollette – che si ripercuote sui costi della produzione industriale.

Un ruolo fondamentale lo hanno giocato anche le difficoltà del settore logistico durante la pandemia, con le restrizioni e le limitazioni normative che hanno reso più complessa la consueta operatività, incidendo su tempi di consegna e prezzi. Una forte domanda di materie prime e componenti dopo la ripresa post-pandemica, unita ai ritardi nella distribuzione, hanno causato un esaurimento degli stock bloccando la supply chain in più settori.

Mercato della bicicletta: bici introvabili e più care

Perché il mercato della bicicletta è stato interessato in modo così palese da questo mix di fattori? In parte per la sua dipendenza dalle forniture globali di componenti, che in situazione normale venivano riforniti alle case di produzione europee con una catena di rifornimento costante calibrata sulle necessità degli ordini. In parte perché con la pandemia di Covid-19 la domanda globale di biciclette ha fatto un salto enorme, aumentando circa del 20%. La tendenza del mercato era già in salita, trainata soprattutto dall’elettrico (l’eBike ha quintuplicato i dati di vendita negli ultimi 5 anni), ma è con i lockdown del 2020 e con il Bonus Bici promosso dal governo che in Italia c’è stato un boom di richieste. Questi dati sul mercato italiano sono riportati in una ricerca di Banca Ifis, che mostra una situazione in costante crescita. L’aumento esponenziale della domanda, che ha abbondantemente superato l’offerta, ha generato una scarsità che a sua volta ha alimentato ancora di più la domanda.

In poco tempo tutti volevano una bicicletta e nessuno riusciva a trovarla. È stato così per tutto il 2021 e secondo i dati potrebbe essere così anche nel 2022. Le case di produzione europee stanno tentando la via della rilocalizzazione produttiva per svincolarsi dalla dipendenza dai fornitori extra-europei, ma le ragioni strutturali dello status quo continuano ad avere un effetto su tempi e prezzi.

Come far fronte a questa nuova situazione del mercato delle biciclette?

Cosa si può fare per ridurre i disagi per i consumatori? Lo abbiamo chiesto a Marco Bindini, titolare del negozio di biciclette Sportissimo, uno dei più importanti rivenditori Pinarello in Italia. Attraverso il suo shop online vende bicilette e accessori per ciclismo e, come tanti altri negozi del settore, ha dovuto fare i conti in prima persona con una situazione spesso problematica.

“Se da un lato la richiesta di biciclette continua a crescere in un mercato sempre più fiorente, è pur vero che non possiamo negare le difficoltà che affrontiamo nel gestire ordini con tempi di consegna che sono passati da poche settimane a diversi mesi, per non parlare di prezzi che hanno subito un aumento medio del 10-12%”.

Ci riferisce Marco che presso Sportissimo la strategia di vendita è stata riorganizzata pensando alle possibili soluzioni per andare incontro alle esigenze dei potenziali clienti, i quali potrebbero essere spaventati dall’aumento dei prezzi o dalle previsioni di consegna. “Riteniamo che di fatto si debba ripensare il mercato della bicicletta abituandosi ad una nuova normalità in cui, innanzitutto, il preordine sia la norma.”

Preordini e pianificazione

Se prima si visitava lo showroom o il negozio online, ci si faceva un’idea degli articoli presenti, si tornava in negozio per effettuare l’ordine e riceverlo in qualche settimana, ora non è più così. “Presso il nostro negozio abbiamo adottato una strategia basata su una attenta programmazione degli ordini e potenziato la formula del preordine con anticipo del 10%, che consente a chi individua la bici di suo gradimento tra un ventaglio di articoli già preordinati da noi di assicurarsi la bici prescelta quando verrà consegnata. Anticipando il più possibile il mercato col preordine degli articoli giusti riusciamo a ridurre almeno in parte le previsioni di consegna.

Piani di finanziamento

Un’altra modalità di vendita che oggi più che mai è diventata una consuetudine è l’acquisto con finanziamento. “Come rivenditori Pinarello e di altri brand di fascia alta, stiamo vedendo un aumento dei clienti che utilizzano il finanziamento come strumento per far fronte all’aumento di prezzo. Noi stessi lo stiamo promuovendo con l’offerta di finanziamenti a tasso 0 o finanziamenti personalizzati a seconda delle esigenze.”

Ad esempio, chi acquista sullo shop online di Sportissimo uno dei modelli Pinarello più richiesti, la Nytro Grinta, può portarsi a casa questa e-bike gravel con meno di 200€ al mese in 20 rate a tasso zero, oppure scegliere un finanziamento su misura che gli permetta di adeguare le rate mensili alle proprie disponibilità, in un periodo in cui l’aumento generalizzato dei prezzi potrebbe scoraggiare l’acquisto in un’unica soluzione.

Il metodo Toyota di Pinarello

Come rivenditore Pinarello Sportissimo può contare anche su un altro vantaggio rispetto alle problematiche legate alle tempistiche di consegna. La casa di Treviso, infatti, nel 2017 è andata incontro ad un cambio importante nella sua organizzazione con l’ingresso in maggioranza del fondo L Catterton. Da gennaio 2021 il nuovo amministratore delegato Antonio Dus ha cambiato rotta per quanto riguarda l’organizzazione della produzione, introducendo il cosiddetto “metodo Toyota”, che ridisegna in modo scientifico il processo dall’ordine alla consegna. In precedenza, a seguito di un ordine in negozio, la fabbrica si occupava di reperire tutti i componenti per poi procedere con l’assemblato a Treviso. Col nuovo metodo, invece, l’assemblamento avviene a partire da componenti grezzi già presenti a magazzino, che vengono lavorati dopo l’emissione dell’ordine. L’obiettivo è accorciare le tempistiche di reperimento dei componenti e quindi di consegna al rivenditore. Ovviamente si deve tenere conto anche della situazione globale, che comunque rimane problematica dal punto di vista della disponibilità di componenti provenienti dai paesi dell’estremo Oriente. Dal punto di vista della programmazione della produzione, gli sforzi compiuti da un brand di lusso come Pinarello, che aveva già nel suo DNA la vocazione alla produzione “un pezzo alla volta”, offrono comunque un valido contributo alla riduzione dei tempi.