Vasco Rossi, il dramma che si porta dietro e che ha influenzato tutti i suoi testi

Il più grande rocker italiano. Ha da pochi giorni compiuto 70 anni. Ma non dimentica quel giorno: 31 ottobre 1979

Un mito. Difficile condensare la vita e la carriera di Vasco Rossi. Probabilmente il più grande rocker italiano. Ma con grandi fragilità, che, talvolta, sono emerse anche dai testi delle sue bellissime canzoni.

Vasco
Vasco (foto web)

Alcune più recenti, frutto di una personalità complessa. Altre che vanno ad affondare le proprie radici molto indietro nel tempo. Una sofferenza, terribile, è di oltre 40 anni fa. Ma per il dolore, sembra ieri.

Dall’inizio della sua carriera nel 1977, ha pubblicato 34 album, di cui 18 in studio, 11 dal vivo e 5 raccolte ufficiali, oltre a due EP e un’opera audiovisiva; complessivamente ha scritto 191 canzoni, oltre ad aver scritto anche numerosi testi e musiche per altri interpreti. Ha venduto quasi 40 milioni di dischi ed è dai primi anni ottanta uno degli artisti italiani di maggiore successi.

Nell’elenco dei record, menzioniamo anche il fatto che è il primo artista italiano per numero di copie vendute nel decennio che va dal 2010 al 2019. Quasi pleonastico fare un elenco dei suoi più grandi successi: da “Vita spericolata” a “Siamo solo noi”, passando per “Albachiara”, “Cosa succede in città”, “Siamo soli”, “Io no”, “Bollicine”, “Sally”. Ma l’elenco potrebbe essere pressoché infinito.

E, soprattutto non indicativo della grandezza del Blasco nazionale. Ancora oggi molto amato dai suoi fan sparsi in tutta l’Italia.

L’enorme sofferenza, oltre 40 anni fa

Ha da pochi giorni compiuto 70 anni, il rocker non molla. Continua a essere molto prolifico e prepara, con la speranza che il Covid dia tregua, un tour per tutto il Paese.

I suoi testi sono ironici, provocatori, ma anche sentimentali e introspettivi. E proprio dai testi dei suoi grandi successi è possibile percepire la sofferenza che, talvolta, ha affrontato il cantante.

Come detto, la personalità di Vasco Rossi è sempre stata molto complessa. E lui non lo ha mai negato. In una sua recente canzone parla anche di “abitudini di cui non vado fiero”. Qualcuno potrebbe pensare a una vita semplice, la sua. Ma non è affatto così, anzi.

E’ il 31 ottobre del 1979 quando il papà, Giovanni Carlo, se ne va. Troppo presto. Troppo all’improvviso. Un ictus che lo colpisce mentre era alla guida del suo camion in Friuli Venezia Giulia.

Vasco Rossi e il papà (Instagram)
Vasco Rossi e il papà (Instagram)

“Alla mattina mi ha chiamato l’Ivana: ‘Svegliati perché papà è morto…’. Mio padre si era fatto due anni di campo di concentramento tedesco. Tornò che era trentasei chili. Minato nel fisico. Sono sicuro che è morto giovane per colpa di quegli anni” lo ha ricordato tempo fa.

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Sì, morto decisamente troppo presto. E, soprattutto, prima di ammirare la grandezza di suo figlio. Il più grande rocker italiano.