Guerra in Ucraina, la tragedia dei bambini oncologici in fuga | Un pò di speranza in fondo al tunnel

Nella tragedia che sta colpendo il mondo intero, esiste un risvolto se possibile ancora più drammatico. Sono realtà disperate che riguardano le famiglie ucraine con bambini colpiti da tumori, che non possono ricevere le cure adeguate. 

I bambini, tutti tra i 5 e i 13 anni, che erano ricoverati in diverse strutture sanitarie, hanno dovuto subire continui trasferimenti in ospedali che l’atrocità dell’attacco russo non ha voluto risparmiare.

Bambini oncologici ucraini
Bambini oncologici ucraini (fonte web)

I ragazzi sono stati trasportati, come la maggior parte della popolazione ucraina, in bunker, cantine e rifugi sotterranei di emergenza.

Sono giorni interminabili che le famiglie hanno dovuto affrontare a fianco dei “piccoli combattenti”, sempre pronti a fuggire non appena udito il terrificante suono dell’allarme antiaereo.

La fuga dall’Ucraina

I giovanissimi pazienti, già stremati dalla malattia che strazia i loro piccoli corpi, hanno dovuto intraprendere estenuanti cammini lunghi anche migliaia di chilometri che, però, li avrebbero condotti alla salvezza.

In questi disperati esodi non sono stati soli. Al loro fianco, hanno affrontato il viaggio i fratelli, le mamme e il personale sanitario.

I bambini hanno dovuto inevitabilmente salutare, ci si augura non per l’ultima volta, i loro papà che sono rimasti coraggiosamente al fronte, pronti a combattere l’invasione nemica.

L’Italia, tramite l’intervento dell’organizzazione umanitaria Soleterre, è impegnata nel recupero di questi speciali pazienti e nella liberazione che potrà permettere loro di ricevere gli interventi salvavita di cui necessitano quotidianamente.

Le famiglie, dopo essersi rifugiati negli scantinati della Dacha di Soleterre e dell’Istituto del cancro di Kiev, sono state trasportati a Leopoli. Qui i volontari sono intervenuti per stabilizzare la loro compromessa condizione fisica e per permettere loro di intraprendere un faticoso viaggio in autobus o treni per raggiungere la Polonia.

Arrivati a Rzeswóv hanno trovato ad attenderli un folto gruppo di medici e volontari di associazioni umanitarie italiane che, insieme al presidente della Fondazione Soleterre, Damiano Rizzi, li hanno accompagnati nell’ultimo viaggio verso l’Italia.

Il volo umanitario verso l’Italia

Il volo umanitario è stato organizzato dalla Fondazione Soleterre con il prezioso aiuto della Protezione civile e dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (Areu). A bordo i piccoli eroi hanno potuto usufruire di un costante monitoraggio del loro stato di salute e, nei casi più disperati, di interventi che hanno garantito la loro sopravvivenza fino all’arrivo.

Solo nell’ultima settimana, la Regione Lombardia ha programmato l’arrivo all’aeroporto di Linate di ben tre voli dedicati ai bambini oncologici ucraini.

L’impegno dei medici specializzati

Ad attendere i giovani pazienti non appena atterrati c’erano numerosi sanitari, specializzati nelle patologie oncologiche infantili, di due strutture sanitarie lombarde:  l’Istituto dei Tumori di Milano e l’ospedale Civile di Brescia.

I due anni di pandemia, che da una parte hanno debilitato il nostro personale sanitario, dall’altra hanno sicuramente contribuito a prepararli nell’affrontare emergenze di portata mondiale.

L'arrivo del volo umanitario
L’arrivo del volo umanitario (fonte web)

A fianco ai medici hanno trovato ad aspettarli anche l’assessore alla Protezione civile della Regione Lombardia, Pietro Foroni, e il Direttore generale di Areu, Alberto Zoli che hanno potuto fornire i primi aiuti anche alle disperate famiglie non appena sbarcate.

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In programma, naturalmente, numerosi altri interventi che mirano a mettere in salvo più bambini possibili. L’impegno che le cariche dello stato si sono presi è quello di fornire aiuti umanitari anche riguardanti l’ospitalità, l’accoglienza e la solidarietà ai profughi ucraini.