Introdotta la legge che punisce chi spreca il cibo | Da oggi vi costerà molto caro

Non si può biasimare chi ritiene necessario intervenire in modo da favorire un cambio di tendenza. Ecco quindi le dure sanzioni

Ogni anno si registrano in tutto il mondo quantità di sprechi alimentari, pari in media a circa 31 chili per ogni cittadino. Nessuna nazione del pianeta è esclusa. Per questo ora la politica sta facendo un importante giro di vite. Le multe saranno davvero molto pesanti.

Sprechi alimentari (web source) 28.6.2022 direttanews 2
Sprechi alimentari (web source)

Non si può biasimare chi ritiene necessario intervenire in modo da favorire un cambio di tendenza. E, allora, si pensa ora a nuove sanzioni per bar, ristoranti, ditte che non agiscano per evitare tali sprechi secondo quanto stabilito, ad esempio con donazioni degli alimenti invenduti. Ed è triste che si debba legiferare, addirittura con un progetto di legge, su comportamenti e tendenze che dovrebbero essere contemplati nell’abc dell’educazione civica.

E, infatti, alla presentazione del progetto di legge si dice che il provvedimento è pensato per regolare e per creare coscienza. L’importo delle sanzioni può arrivare a 500.000 euro nei casi più gravi. La legge prevede inoltre che i clienti abbiano diritto a portare via con sé la parte degli alimenti che hanno ordinato e pagato. Ma non consumato sul posto.

Permesso, quindi, anzi, incoraggiato, l’utilizzo della cosiddetta “Doggy Bag”. E, infine, si chiede un intervento sui cibi “brutti”. Le ultime stime confermerebbero che la maggior parte dei cibi buttati via nel corso di un anno solare ha gli inestetismi dell’alimento come motivazione.

La legge contro lo spreco del cibo

Il progetto di legge è stato presentato al Parlamento spagnolo da Luis Planas, ministro dell’Agricoltura. Il ministro dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione ha annunciato entro giugno lo stanziamento dei primi 400 milioni di euro per migliorare la competitività, la sostenibilità e la tracciabilità dell’industria agroalimentare. Fondi che arrivano nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Planas ha evidenziato come questo piano “offre aiuti senza precedenti” dal 1986. Ed è “una grande opportunità” per fare un salto in avanti verso un modello per il futuro del settore agroalimentare.

“Tutti dobbiamo fare la nostra parte, il governo, le comunità autonome e il settore, per approfittare di un momento unico per l’immediato futuro”, ha aggiunto il ministro. Planas ha poi annunciato che il suo dicastero inizierà a sviluppare una piattaforma per il monitoraggio del mercato dei cereali, del riso e dei semi oleosi in un’ottica di “trasparenza” così come avviene nel mercato dell’energia.

“In questo periodo di forte volatilità dei mercati e con l’aumento dei prezzi del gas, dei fattori di produzione e delle materie prime, dobbiamo rimanere molto vigili e attenti affinchè ciò che abbiamo ottenuto possa continuare” ricordando che quello agroalimentare è uno dei settori trainanti dell’economia spagnola.

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Sprechi alimentari (web source)

Planas ha ricordato che in Europa “solo Francia e Italia” hanno già leggi simili. Pensate, infatti, che in Italia il valore dello spreco alimentare vale quasi 7,37 miliardi di euro all’anno e lo sperpero di cibo non avviene quasi esclusivamente nelle grandi catene dei supermercati ma in casa, tra il 60% e 70% del totale.

Fortunatamente, però, il nostro Paese ha già una legge, la 166 del 2016, che punta quasi tutto sull’educazione alimentare nelle scuole e su campagne di comunicazione ad hoc prevedendo anche una riduzione della tassa rifiuti per chi dona il cibo e favorendo la Doggie bag nei ristoranti.