Assegno unico, cambia tutto: queste le novità che faranno felici gli italiani

Dal 2023 vengono introdotte due novità. Ecco tutto quello che c’è da sapere su una misura di sostegno alle famiglie italiane.

Assegno Unico (fonte web)
Assegno Unico (fonte web)

Il 25 settembre l’Italia tornerà al voto dopo la caduta del Governo presieduto da Mario Draghi. Ovviamente, fisco, bonus, economia sono al centro dei programmi e delle promesse che i partiti – tutti – stanno esplicando in queste settimane di campagna elettorale. Al di là degli annunci, noi vogliamo parlare di qualcosa di concreto.

Fisco ed economia in campagna elettorale

Stipendio in più per combattere l’inflazione, lotta all’evasione fiscale, taglio dell’Irpef e un secco ‘no’ a qualsiasi forma di flat tax che avvantaggerebbe i redditi più altri. Sono queste le linee del programma del Partito Democratico per il Fisco. Solo per fare un esempio. Dall’altro lato, ovviamente, il centrodestra invece propone i suoi vecchi cavalli di battaglia: dalla pace fiscale alla flat tax.

Così come sono contrapposte le visioni sulla lotta al contante. Chi, da una parte, la considera preziosa per combattere l’evasione fiscale e chi, invece, la ritiene una misura vessatoria nei confronti dei cittadini e degli operatori commerciali.

Ma, oltre le promesse, c’è già qualcosa di certo. Sull’assegno familiare, per esempio. Dal 1° marzo 2022, al personale dell’Amministrazione degli affari esteri, per il coniuge a carico o per la parte di unione civile a carico, non separati legalmente o di fatto, spetta un assegno pari al 4% della retribuzione annua base stabilita, per un impiegato a contratto con mansioni esecutive di nuova assunzione nella stessa sede di servizio. L’importo dell’assegno non sarà inferiore a 960 euro e non è superiore a 2.100 euro in ragione d’anno. Sempre dal 1° marzo 2022, l’assegno sarà dell’8% della retribuzione annua base per un impiegato a contratto con mansioni esecutive. Anche in questo caso, l’importo dell’assegno non sarà inferiore a 960 euro e non superiore a 2.100 euro in ragione d’anno per ciascun figlio a carico. L’assegno spetta, nell’interesse del figlio, in parti uguali a chi esercita la responsabilità genitoriale.

Cosa cambia sull’assegno unico

Ecco, quindi, le novità maggiori che riguardano l’assegno unico. L’Inps dal 2023 erogherà automaticamente, senza quindi la presentazione della domanda ogni anno, l’assegno unico per i figli a tutte le persone di cui conosce la situazione e non hanno segnalato variazioni. Lo ha annunciato in un’intervista al Corriere, il direttore generale dell’Inps, Vincenzo Caridi, spiegando che “si tratta di un altro passo nell’implementazione dei servizi per i cittadini, che, con la pandemia, ha visto dilatarsi i compiti dell’istituto”.

All’impegno ordinario per 43 milioni di utenti, si è aggiunta l’erogazione di prestazioni per oltre 30 miliardi a 15 milioni di beneficiari. In queste settimane stiamo lavorando per garantire a oltre 13 milioni di pensionati l’incremento del 2% della pensione nei mesi di ottobre, novembre e dicembre, compresa la tredicesima, come deciso dal governo. Ma l’Inps non sarebbe in affanno.

Come sappiamo, l’assegno unico è una misura diretta alle famiglie con figli a carico. Si può fare richiesta per l’assegno unico e universale, per ogni figlio a carico, dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni. L’assegno, nel 2022, va da un minimo di 50 euro al mese a un massimo di 175 euro per ogni figlio minorenne a carico. Per i figli tra i 18 e i 21 anni, gli importi variano da un minimo di 25 euro al mese a un massimo di 85 euro.

Dal 2023 vengono introdotte due novità: la prima è l’INPS erogherà l’assegno automaticamente ogni anno agli aventi diritto di cui conosce la situazione reddituale. Ma la buona notizia è che vi saranno anche degli aumenti. Si parla di circa 15 euro.

Assegno unico (web source) 22.8.2022 direttanews (2)
Assegno unico (web source)

Dal tetto massimo di 175 euro mensili attuali si potrebbe infatti arrivare fino a 190 euro. La somma viene erogata direttamente sull’iban del richiedente. L’assegno è progressivo, ovvero l’importo aumenta per gli Isee più bassi e diminuisce per i più alti. Se non si fornisce alcun Isee, l’INPS provvederà a erogare l’importo minimo.