Appalti: il presidente per la vigilanza sui contratti pubblici ha rilevato l’insorgere, all’interno della pubblica amministrazione, di gravi episodi di corruzione ed illegalità

Richiesta di rinnovo, da parte della Procura di Roma, delle misure cautelari nei confronti di quattro dei sette indagati, nell’inchiesta sull’appalto della scuola marescialli dei carabinieri di Firenze. I nomi sono quelli dell’ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, quello della Toscana, Fabio De Santis, l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli e l’avvocato Guido Cerruti.

“Il mancato rispetto delle regole e la presenza radicata e diffusa della corruzione è causa di una profonda e sleale alterazione delle condizioni concorrenziali che può contribuire ad annientare le imprese oneste, costringendole ad uscire dal mercato”. E’ l’allarme lanciato dal presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, Luigi Giampaolino, che nella relazione annuale al Parlamento, sul 2009, ha rilevato “l’insorgere, all’interno della pubblica amministrazione, di gravi episodi di corruzione ed illegalità”.

“Addossare tutta la responsabilità in materia alla Protezione Civile è esercizio fin troppo facile”. Così il Dipartimento della Protezione Civile risponde all’Autorità di vigilanza sugli appalti che si è detta preoccupata per il “sistematico ricorso a provvedimenti di natura emergenziale”, sottolineando che l’Authority dovrebbe ricercare le responsabilità “nell’intera legislazione nazionale”.

Luca Bagaglini