Uto Ughi: “La musica in Italia è una nota dolente”

Uto Ughi in concerto (Massimiliano Canale/licenza Creative Commons 2.5 Generico)

Duro attacco del violinista Uto Ughi, noto esponente della musica italiana nel mondo, in occasione della consegna ad Umberto Eco, oggi alla Farnesina, del ‘Premio Medaglia d’Oro alla cultura italiana in Argentina’: “La condizione della musica in Italia è una nota dolente e, dispiace dirlo, non vedo progressi, perché non c’è educazione nelle scuole, c’è una mancanza assoluta di volontà di far conoscere la musica ai giovani”.

Ha sostenuto ancora Ughi, nel corso della cerimonia svoltasi ieri: “Il ministero dell’Istruzione non si è mosso di un centimetro verso una vera educazione. La musica in Italia dovrebbe essere una delle materie principali, abbiamo avuto i più grandi geni, i più grandi creatori di musica ed è l’ultima materia ad essere insegnata nelle scuole”. Infine ha spiegato: “Ci sono orchestre, come una giovanile dei conservatori che ho sentito l’anno scorso e quest’anno, che suonano in modo meraviglioso ma non hanno sbocchi di lavoro, non hanno possibilità, traguardi di lavoro; a differenza del Giappone, della Cina o di Paesi di cultura riflessa che ci hanno superato di anni luce. In Italia siamo rimasti a digiuno”.

Intanto, oggi, nel corso dei Primi Stati Generali della Musica ospitati da CremonaFiere in occasione di Mondomusica e Cremona Pianoforte, manifestazioni che si tengono nella città capoluogo di provincia lombarda fino a domenica, è stato evidenziato il dato su conservatori e teatri lirici e d’orchestra nel mondo. A dominare in entrambe le classifiche sono gli Stati Uniti con 138 conservatori e 437 teatri lirici e orchestre. L’Italia è invece rispettivamente seconda, con 68 conservatori, e terza, con 62 teatri lirici e orchestre, superata in questa graduatoria dalla Germania, con 169 strutture.

Redazione online