Repubblica: Irlanda, aiuto economico da 90 miliardi per salvarsi dal crac finanziario

CRAC FINANZIARIO IRLANDA – L´accordo per salvare l´Irlanda è fatto. Dopo una maratona di negoziati, riunioni e compromessi, alle otto di sera il primo ministro irlandese Brian Cowen parla al Paese in diretta tivù: «Abbiamo richiesto l´aiuto di Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale, abbiamo ricevuto una risposta positiva. L´accordo porterà a una ristrutturazione delle banche e alla riduzione del deficit. Salveremo il Paese, ricostruiremo il nostro futuro». Riuniti in conferenza telefonica, i ministri delle finanze dell´eurozona e del G7 confermano che la decisione è presa, mentre la Bce la “benedice” sottolineando come sia condizionata alle misure di bilancio irlandesi. Stamattina i mercati potranno aprire senza paura che un Paese dell´euro affondi, e che trascini con sé la moneta unica. Il premier Cowen preannuncia un piano d´austerity che secondo le indiscrezioni comporterà altri 15 miliardi di euro di tagli. […] Senonchè sull´accordo pesano ancora varie incognite, in primo luogo quella dell´opposizione e dei sindacati irlandesi che chiedono le dimissioni di un governo «incompetente», minacciando una campagna di disobbedienza civile se non saranno indette subito elezioni anticipate.

Dopo la Grecia, dunque, è l´Irlanda a trovarsi in bilico tra un gigantesco salvagente internazionale e un´esplosione di scontento popolare. Fin dal mattino il ministro delle Finanze Brian Lenihan fa capire che l´accordo con la Ue e l´Fmi ci sarà, poi si chiude con i suoi colleghi in una riunione d´emergenza che dura fino a sera[…]. Intanto però la piazza rumoreggia. «Avete mentito, ci avete tradito, per il bene dell´Irlanda andatevene ora», scrive il Sunday Independent, chiedendo le dimissioni di un premier, Brian Cowen, e di un governo, accusati di avere dapprima mancato nella regulation delle banche e poi ceduto di fatto la sovranità nazionale alla Ue e all´Fmi pur di salvarle le banche e se stessi. Sparano a zero sul governo anche i partiti di opposizione e il Teeu, uno dei più importanti sindacati irlandesi, esortando alla disobbedienza civile, alle proteste di massa contro le nuove misure di austerità. L´opinione dominante, a Dublino come nella City, è che forse sarà possibile salvare l´Irlanda, ma sarà molto più difficile che si salvi il suo attuale governo.

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