ItaliaFutura attacca la Lega e Tremonti: “Tradiscono le imprese”

Luca Cordero di Montezemolo

ITALIAFUTURA CONTRO LEGA E TREMONTI –  “Il neostatalismo municipale della Lega (e di Tremonti) e la solitudine di chi lavora e produce”. Questo il titolo dell’articolo pubblicato questa mattina sul sito dell’associazione ItaliaFutura, vicina a Luca Cordero di Montezemolo, in cui si legge che “i partiti e i leader usurati di questa seconda Repubblica” non costituiscono più “un riferimento concreto” per l”Italia degli “imprenditori, artigiani e commercianti“. L’associazione sottolinea “l’assenza di qualsiasi voce che, in Parlamento o nel Governo, si batta per le ragioni e le istanze della parte più viva e dinamica del Paese”.  “La Lega – si legge ancora sul sito – che pure era nata, sull’onda di un ‘tea party’ ante litteram, come forza di contrapposizione verso il peso del fisco, dello Stato e della sua pletorica burocrazia, si sta rivelando il difensore più tenace delle nuove forme di statalismo etno-territoriale che si diffondono ovunque a livello locale”. L’associazione poi attacca il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, definendolo come un “esponente di punta della Lega” che “non è riuscito a elaborare una efficace iniziativa a favore dello sviluppo e della competitività del Paese”. Il ministro del Tesoro “al netto dei conti pubblici ha ignorato completamente le esigenze delle imprese (spesso dimostrando fastidio verso le loro legittime richieste) mentre è sembrato molto più interessato a consolidare la presa sugli snodi centrali del capitalismo italiano attraverso le aziende pubbliche, protette strenuamente da ogni forma di concorrenza privata“. Nel frattempo, prosegue ItaliaFutura, “la rivoluzione leghista partita dalle officine, dai laboratori artigiani e dalle fabbriche è evaporata nell’inconcludenza e nella ripetitività delle esternazioni dei suoi leader e nella corsa all’occupazione delle poltrone di enti e società pubbliche (e da ultimo di qualche banca). Unica eccezione il Ministro Maroni che ha saputo agire con forza, misura e senso dello Stato”.

Tatiana Della Carità