Manovra economica, Mario Monti: “Dopo tante tasse è tempo di lavoro e infrastrutture”

 

MANOVRA ECONOMICA – In Commissione Bilancio il professor Mario Monti difende a spada tratta la sua manovra finanziaria, secondo lui divenuta ancor più equa dopo i suggerimenti giunti dalla Camera e accolti dal governo: sconto su Ici a seconda del numero dei figli e l’adeguamento all’inflazione per le pensioni fino a 1400 euro. Ma nel suo discorso tende a correggere alcune critiche giuntegli in questi giorni e chiarisce di non essersi mai candidato al governo tecnico, bensì di essere stato chiamato per incapacità di prendere decisioni da parte della vecchia classe dirigente, contraddistinta da una maggioranza ormai risicata e dai veti incrociati dei partiti. Inoltre Monti lancia qualche frecciatina all’esecutivo Berlusconi, sottolineando come l’Italia abbia perso la sua sovranità perchè si è messa in una posizione di debolezza rispetto ad altri Stati europei: “Se fossi stato nel Governo – ha dichiarato il premier – non sarei stato lieto di vedere un comunicato del Presidente francese che ci diceva cosa dovevamo fare. Non sarei stato lieto di ricevere una lettera firmata dai banchieri centrali”, dice riferendosi alla lettera inviata dall’allora governatore della Bce Jean Claude Trichet.

L’Italia si trova ora sull’orlo del baratro e l’amarissima cura anti-crisi è un provvedimento urgente e inevitabile, ma non per questa ingiusta e, promette il Professore, a pagare non saranno i soliti noti: “A pagare – ha continuato Monti – non saranno i soliti noti. Nel fare una manovra in pochi giorni, abbiamo individuato una nuova materia su cui intervenire: pagheranno dei ‘nuovi noti’ e in questo modo potremo tassare di meno le imprese e il lavoro, come si conviene a un’economia che vuole tornare a crescere”. E a tutti coloro che chiedono una patrimoniale per tassare i grandi patrimoni il docente della Bocconi spiega: “Non avevamo un tabù su questo, e per questo abbiamo chiesto ai nostri tecnici se era possibile tassare la ricchezza familiare a partire dai grandi patrimoni. Ci è stato risposto che avremmo potuto farlo solo dopo due anni di intenso lavoro per individuare le ricchezze, provocando nel frattempo una fuga di capitali” e ottenuto ben poco. In fondo una tassa sui beni di lusso (auto, barche e aerei privati) equivale ad una mini-patrimoniale, l’unica possibile in brevissimo tempo.

In molti, a cominciare dalle parti sociali, contestano l’eccessiva durezza del provvedimento che colpisce i ceti sociali medio-bassi, ma Mario Monti precisa che l’unica alternativa sarebbe stata la dissoluzione “del patrimonio degli italiani e l’evaporazione dei redditi”. E dopo tanta amarezza, promette Monti, presto arriveranno sprazzi di luce, a cominciare da un piano per il Sud Italia e per la crescita generale: “Ora apriamo due grandi cantieri, quello del lavoro che richiede un quantum di negoziato con le parti sociali maggiore. L’altro cantiere è quello delle infrastrutture, non solo fisiche”.

 

Luigi Ciamburro