Nuoto, Federica Pellegrini: ”Barcellona, 10 anni dopo”

Federica Pellegrini (getty images)

 

Federica Pellegrini torna a Barcellona per i Mondiali 2013 che stanno per iniziare, esattamente dieci anni dopo la sua prima apparizione nel mondo del nuoto, sempre nella città catalana. Alla Gazzetta dello Sport riavvolge questi anni, tra delusioni d’amore e in acqua, ma anche grandi soddisfazioni: ”Ricordo un febbrone a 40! Dovevo fare la staffetta veloce sotto Europei giovanili, sfiorammo il record italiano ma in finale ci arrivammo. Era il debutto in un contesto del genere, la sera prima della gara Cecilia Vianini mi fece i ciuffi fucsia ai capelli per la cerimonia delle matricole. Ero intimorita, mi sentivo proprio una mascotte. Non sapevo chi fossero Popov, Thorpe, Phelps, e Castagnetti mi sembrava burbero… Cosa ho capito quella volta? Che passare dal nuoto di nicchia italiano a quello internazionale è difficile. Il passaggio non è automatico, io ero precoce ma purtroppo il sistema italiano non anticipa un certo tipo di crescita: perché bisognerebbe far apprendere la nuotata giusta a 12 anni, non a 20. Non è solo una questione di chilometri, ma di mentalità e disciplina. Mi sento fortunata aver avuto un allenatore come Max Di Mito che mi portava in piscina anche la domenica mattina a fare le riprese in vasca per correggere la bracciata. Dieci anni in cui ho resistito in acqua e fuori’ L’Italia non perdona niente, e brucia un ministro come Josefa Idem, la cui vicenda mi ha choccato. Non so se si tratta di scheletri nell’armadio, ma allora chiedo tolleranza zero su tutti, per qualsiasi sgarro. Si può resistere solo se si è forti e competenti. Altrimenti se sei donna e mostri un punto debole è più facile essere fatte fuori. Il rapporto con Magnini? E’ così strano essere normali? Mantenere un buon stile di comportamento? Siamo abituati alle rotture, all’odiarsi e non vedersi con l’altra persona, ma stavolta non è successo e non abbiamo voluto buttare un anno di lavoro insieme”.

Marco Orrù