Rapporto Onu denuncia: “In Corea del Nord crimini contro l’umanità”

Missili in parata a Pyongyang, Corea del Nord (getty images)
Missili in parata a Pyongyang, Corea del Nord (getty images)

 

Secondo un rapporto diffuso a Ginevra dalla commissione d’inchiesta Onu sulla violazione dei diritti umani in Corea del Nord, Pyongyang si sarebbe macchiata di numerosi crimini contro l’umanità. Negli ultimi 50 anni “centinaia di migliaia di prigionieri politici sono morti nei campi di prigonia della Corea del Nord”, è quanto denuncia la Commissione d’inchiesta. Le persone sarebbero state eliminate gradualmente ed in modo deliberato da malnutrizione, lavori forzati, esecuzioni, torture, stupri, aborti forzati e infanticidi.

Secondo la portavoce del Dipartimento di Stato Usa Marie Harf, che ha voluto sollecitare “misure concrete” da parte del paese asiatico per affrontare il problema, i crimini dei quali sarebbe colpevole la Corea del Nord emergerebbero in modo “chiaro ed inequivocabile” dal rapporto. Dalla Commissione Onu è arrivata addirittura la raccomandazione, indirizzata al Consiglio di sicurezza, di deferire Pyongyang alla Corte penale internazionale o di istituire un tribunale ad hoc. Nel documento si denunciano, inoltre, “violazioni sistematiche, diffuse e gravi dei diritti umani, tali da costituire in molti casi crimini contro l’umanità”.

Pyongyang ha respinto al mittente tutte le critiche, “categoricamente e totalmente, perchè basate su informazioni false fornite da forze ostili al regime, sostenute da Stati Uniti, Europa e Giappone”.

Intanto la Cina, ancora prima di aver letto il rapporto della Commissione d’inchiesta sulle violazioni dei diritti umani, si è dichiarata contraria al deferimento della Corea del Nord alla Corte penale internazionale, suggerendo un confronto su un piano paritario: “Non ho visto di persona il rapporto, ma la nostra posizione è chiara: le questioni relative ai diritti umani devono essere risolte grazie al dialogo costruttivo su un piano paritario. Sottoporre questo rapporto alla Cpi non aiuterà a risolvere la questione dei diritti umani in un determinato Paese». Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying. La decisione finale se ricorrere o meno al tribunale internazionale spetterà comunque al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

 

Redazione