Alfano: “Risolveremo il problema degli stipendi per le Forze dell’Ordine”

Polizia (Foto: MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)
Polizia (Foto: MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Il Governo disinnesca la mina sugli stipendi delle Forze dell’Ordine. Lo annuncia il Ministro degli Interni Angelino Alfano intervenendo alla festa dell’Udc a Chianciano Terme“La decisione è presa. Il problema dello sblocco stipendiale sarà risolto. Dobbiamo individuare lo strumento tecnico e il veicolo di legge più veloce per risolverlo. Mi auguro che i sindacati non facciano passi falsi – ha inistito il Ministro – perché il problema è stato risolto”. Alfano ha aggiunto: “Anche se hanno esagerato con i toni, le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno difendono il nostro Paese e le nostre comunità non possono essere sacrificati ulteriormente”. La notizia è commentata dalla capogruppo Ncd alla Camera, Nunzia De Girolamo “Alfano dimostra di non essere affetto dall’annuncite”.
Riscontri positivi di sindacati “Attendiamo una convocazione da parte del Governo – si legge in una nota del Coisp – per un confronto che sancisca lo strumento legislativo più veloce ed idoneo».
Il Governo Renzi dunque corre ai ripari ed evita il braccio di ferro con le Forze di Polizia nonostante la risolutezza delle prime affermazioni da parte del premier – niente ricatti, aveva detto Renzi parlando dal vertice Nato di Newport. In realtà da subito Forza Italia era andata in pressing sulla questiona dei tagli “Renzi farebbe bene ad ascoltare il comparto sicurezza, le forze di polizia, le forze dell’ordine – aveva detto Renato Brunetta – per trovare una soluzione positiva rispetto al rinnovo contrattuale e alle risorse che sono necessarie per un segmento così delicato nella vita del nostro Paese”. Alle parole del capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati erano seguita la conversazione da parte di Silvio Berlusconi, con una lettera trasmessa ai sindacati, dei rappresentanti di forze dell’ordine e forze armate presso il parlamentino di Palazzo Grazioli. La convocazione, fissata per il 17 settembre, si riprometteva di “intervenire nei confronti del governo con una presa di posizione decisa”. Una mossa spiazzante dove l’ex Cavaliere rischiava di svolgere un ruolo chiave nei crescenti malumori dei dipendenti pubblici della sicurezza verso l’Esecutivo e con Alfano improvvisamente disarcionato nel ruolo di mediatore. Una rischio che il premier e il ministro hanno ritenuto di non poter correre.

Redazione