Parma: Pizzarotti lancia messaggio di unione al M5S

Federico Pizzarotti (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Federico Pizzarotti (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Open day per il Movimento Cinque Stelle a Parma dove oggi si svolge l’evento promosso dal sindaco della città Federico Pizzarotti che raduna Parlamentari, amministratori locali, attivisti ma anche dissidenti del movimento. In tutto circa 350 partecipanti tra i quali 200 tra consiglieri e assessori comunali e una dozzina di parlamentari e un europarlamentare.
Pizzarotti che ha ribadito di rimanere all’interno del M5S non vuole che l’appuntamento sia inteso come un raduno di dissidenti ma un modo per rilanciare il movimento e per aprire un confronto.
Tanto che lo stesso primo cittadino ha chiesto al direttorio, che ha declinato l’invito a Parma, di rivedere le espulsioni Massimo Artini e Paola Pinna, spiegando che vi sono alcune regole oramai superate come ad esempio le espulsioni causate dalle comparse in Tv.
“Non mi interessa neanche se farò quella fine là, ma tutti abbiamo subito pressioni nell’attestare vicinanza a questo, a quello. A volte mi sono vergognato e non ho più intenzione di farlo. Persone escluse senza discussione. Qua in sala ci sono molte persone espulse, escluse o che si sono dimesse che valgono più di tutti i parlamentari che ha il Pd”, ha rilanciato il sindaco pentastellato.

Espulsioni

“Dobbiamo iniziare ad avere poche regole ma chiare, che condividiamo, dobbiamo metterci in discussione” anche richiamando “persone che sono state espulse, non posso pensare che li abbiamo persi”, rilancia il primo cittadino, ricordando che “gli eletti siamo noi, possiamo cambiare le regole. Ci sono persone che hanno lavorato per cinque anni, sono stati messi fuori e non si fa neanche più il loro nome. Penso anche al sindaco di Comacchio”.

“Ci vuole sempre qualcuno che cominci un discorso nuovo. Senza remore, particolari paure, senza particolari obiettivi”, ha poi concluso Pizzarotti.

La parabola del direttorio

“C’è un concetto di regole più alte. Attraverso questa nuova organizzazione ci sarà modo di ripensare delle scelte fatte per motivi che non erano riscontrabili”, ha spiegato Pizzarotti riferendosi al ruolo del nuovo Direttorio. “Il passo indietro di Beppe Grillo? è già nei fatti. L’auspicio è di riscoprire i valori da cui siamo partiti. Che erano un po’ meno scontrini e molto di più sui contenuti”, ha sottolineato Pizzarotti all’hotel Villa Ducale della città, sostenendo che “mi sembra che la scelta dei 5 deputati (il direttorio) sia una indicazione per farci andare avanti con le nostre gambe”.

Meno scontrini più contenuti

Non si tratta di una scissione, bensì di un’evoluzione del Movimento per Pizzarotti che in merito alle regole del M5S sollecita più flessibilità che vi siano pertanto “meno scontrini e più contenuti”: “L’auspicio è quello di riscoprire i valori da cui siamo partiti. Che erano sicuramente un po’ meno scontrini e molto di più sui contenuti”.

“Dobbiamo ammettere di avere un problema e ammettere di volerlo superare. Tutti noi abbiamo avuto paura di un giudizio, di un giudizio di un altro attivista, di un consigliere, di un parlamentare, di comparire sul blog e di avere qualche filastrocca. Noi dobbiamo essere liberi di dire quello che vogliamo e l’auspicio è ricominciare dallo spirito del 2009”,  ha poi rilanciato il sindaco 5stelle, sostenendo che “non vado da nessuna parte. Sono nel M5S e vorrei che il M5S si riconoscesse anche nel mio lavoro. I nemici sono fuori ed invece noi ci facciamo la guerra dentro”.

“Noi siamo, siamo stati e dobbiamo essere la forza capace di cambiare questo Paese. Se ci facciamo mangiare da lotte intestine, dalle critiche del mio compagno di banco che non mi è simpatico, non andiamo da nessuna parte. Anche gli aggettivi, io sono talebano o espulso vanno evitati”.

Più radicale è la posizione della deputata Giulia Sarti che propone di “togliere il nome di Beppe Grillo dal simbolo del M5S: “Teniamo conto che la proprietà del simbolo M5S è di Grillo. Sul simbolo c’è scritto beppegrillo.it; è una cosa da discutere”.

 

C.D.