Unioni gay, primo ok da Commissione in Senato

Torta per unioni gay (Justin Sullivan/Getty Images)
Torta per unioni gay (Justin Sullivan/Getty Images)

Con 14 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto, la commissione Giustizia di Palazzo Madama ha approvato il testo base della relatrice Monica Cirinnà, esponente del Partito Democratico, che regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso consentendo anche le adozioni gay tramite l’istituto dello stepchild adoption, ovvero l’adozione del bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due. Determinante per l’approvazione del testo l’asse tra Pd e Movimento 5 Stelle, mentre il centrodestra si è ritrovato a votare unito in maniera contrario, con  l’eccezione del senatore Ciro Falanga che si è astenuto.

Di “un passo che ha un valore storico” parla il senatore democratico Sergio Lo Giudice, sottolineando: “Da trent’anni la comunità Lgbt chiede una legge al Parlamento ( la prima proposta era stata predisposta da Arcigay nel 1985, anno della sua fondazione) ma mai un organo parlamentare si era espresso con un voto, nonostante le numerose proposte di legge depositate nel tempo”. L’esponente Pd prosegue: “L’Italia ha perso per ora l’occasione di diventare, come avevo proposto con il ddl 15, il quattordicesimo Paese europeo ad estendere il matrimonio alle coppie omosessuali”.

“Tuttavia il testo adottato oggi” – rileva  Lo Giudice – “se come mi auguro passerà indenne dalla prossima fase emendativa e dalle letture nei due rami del Parlamento, potrà garantire alle coppie dello stesso sesso l’emersione dalla clandestinità e l’acquisizione di quella dignità sociale finora negata da una legislazione cieca e discriminatoria. Dopo il voto sul divorzio breve e sulla legge per la tutela dei bambini in affidamento, si pone una nuova base per l’ adeguamento delle norme ad una realtà sociale caratterizzata dalla profonda trasformazione delle famiglie italiane”.

GM