Toti appena eletto: “Ora stop ai migranti”

Giovanni Toti (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Giovanni Toti (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

“Con questo voto la Liguria diventa finalmente una Regione normale, con un’alternanza di governo”, queste le prime parole di Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi, appena eletto presidente della Regione, strappata dopo anni al centrosinistra. Il neogovernatore sembra subito doversi allineare a una Lega Nord il cui contributo è stato quantomeno decisivo per la vittoria: “Non siamo disponibili ad accogliere nuovi profughi. Non è una questione di mancanza di solidarietà ma di semplice buonsenso”.

Sui migranti, Toti è determinato: “Non si può scaricare su regioni e Comuni un problema che non si risolve a Roma. Il problema dell’immigrazione va risolto sulle coste libiche e non su quelle liguri”. Il neoeletto presidente della Regione gongola, passando da un giornalista all’altro che gli chiede un commento: “Abbiamo ricompattato la coalizione, siamo a livelli molto più alti della media italiana, che dovevamo fare di più? Se davvero vincessimo, abbiamo fatto il miracolo”. Poi il risultato si consolida e a notte inoltrata si scatena la festa.

“Abbiamo dimostrato che, unito, il centrodestra può essere una alternativa alla sinistra”, commenta Toti, che vorrebbe “esportare” questo risultato poiché la “sintesi virtuosa delle differenze” che “ci ha portato a vincere queste regionali” è una prospettiva “applicabile a tutto il centrodestra”. Quindi si dice altresì convinto che il Pd “non è imbattibile” e che “l’onda renziana è durata solo un anno”. Infine spiega: “Ho sentito Berlusconi che ci ha detto ‘siete stati molto bravi’. Ci ha detto che la Liguria è l’esempio di quello che va dicendo da mesi e cioè che i moderati devono trovare una ragione sociale comune e che quando si mettono insieme sono irresistibili”.

GM