Caos totale nel Paese, esplosione devastante e una città sconvolta

(websource/adnkronos.it)
(websource/adnkronos.it)

Diyarbakir, la principale città curda del sud-est della Turchia, è stata devastata dall’esplosione di un’autobomba piazzata nei pressi della sede della polizia. Lo conferma un comunicato del governatore locale. Secondo la Cnn Turk, i feriti potrebbero essere una trentina. Come avviene frequentemente in casi simili, l’autorità radiotelevisiva ha imposto una censura sulla notizia.

“Alcune persone, tra cui poliziotti e civili, sono martiri” queste le parole del ministro della Giustizia di Ankara, Bekir Bozdag, con un’espressione usata in Turchia per indicare le vittime di attacchi terroristici.  L’esplosione è avvenuta a poche ore dall’arresto in un blitz notturno con accuse di «terrorismo» di 11 deputati del partito filo-curdo Hdp, tra cui i leader Selahattin Demirtas e Figen Yukeskdag. Il ministero dell’Interno ha fatto sapere che il mandato d’arresto riguarda anche altri 4 deputati, 2 dei quali sarebbero all’estero.

L’attentato segue l’arresto dei due massimi leader curdi, Selahattin Demirtas e la sua vice Figen Yuksekdag, entrambi eletti in Parlamento. Inoltre i social network come You Tube, Facebook e Twitter bloccati. La Turchia rischia il caos dopo la decisione delle autorità di togliere l’immunità parlamentare ai deputati curdi, mettendo 11 loro figure di spicco in carcere sotto l’accusa di “terrorismo” e di legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan.

C.C.