Famiglia felice in vacanza, poi il dramma improvviso

(Websource/thesun.co.uk)
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Clinton Pringle si trovava in vacanza con i genitori quando venne investito da un furgone. Per questa tragedia una donna è stata accusata della morte del bambino, travolto sull’isola di Jersey, nella Manica. Clinton, 3 anni, riportò ferite che risultarono fatali dopo essere stato colpito mentre entrava nel Millenium Town Park di St. Helier. In seguito all’arrivo dei paramedici il bambino venne portato in ospedale a Southampton, ma a nulla sono valsi i disperati tentativi per salvarlo. Lo scorso giugno, dopo l’incidente, Rebekah Le Gal, 38 anni, è stata accusata di averne causato il decesso per guida pericolosa. Comparsa davanti alla corte del magistrato di Jersey martedì scorso, la Le Gal è stata rimessa in libertà sino al prossimo appuntamento in tribunale. I magistrati hanno stabilito che il suo caso dovrà essere ascoltato dalla Jersey Royal Court, cosa che avverrà il prossimo 20 dicembre. L’accusa di omicidio per guida pericolosa comporta una pena massima di 10 anni di carcere. “Io e mia moglie Stacey, insieme alla nostra famiglia allargata ed agli amici – molti dei quali sono venuti fino a Southampton per stare al fianco di Clinton durante la sua battaglia per sopravvivere – siamo assolutamente devastati dalla sua prematura scomparsa”, aveva dichiarato il padre Michael poco dopo la scomparsa del bambino. “Chiunque abbia avuto il privilegio di passare del tempo con lui può capire quanto fosse speciale per noi. E’ davvero difficile dover accettare il fatto che nostro figlio di tre anni, in vacanza, è stato ucciso mentre entrava in un parco. Vogliamo ringraziare il personale medico, sia di Jersey che di Southampton, per aver cercato in ogni modo di salvarlo”. Un amico della famiglia Pringle, originaria di Chryston, in Scozia, ha reso omaggio al piccolo e ha chiesto che le misure di sicurezza del parco siano migliorate. “Questo tragico incidente non sarebbe dovuto accadere” – ha scritto l’uomo sui social network. “La madre di Clinton lavora con mia sorella in Scozia, un motivo ulteriore per cui ho a cuore questa questione e per la quale desidero che questa zona diventi più sicura. Si tratta di una tragedia che potrebbe accadere a chiunque di noi”.

S.L.