Maddie McCann, arriva un brutto colpo per i genitori

(Websource/dailymail.co.uk)

I genitori di Madeleine McCann, la bambina inglese di 4 anni scomparsa il 3 maggio 2007 in Portogallo, sono molto amareggiati per aver perso la loro battaglia legale, durata otto anni, nei confronti di un ex capo della polizia che li aveva accusati di nascondere la morte della loro figlia. La coppia ha appreso la notizia alla vigilia del 12° compleanno dei loro gemelli, Sean e Amelie. La famiglia ora è nei guai dal punto di vista economico, dato che si ritrova a dover pagare le enormi spese processuali di Gonçalo Amaral, che potrebbe anche citarli in giudizio. Al termine dell’udienza di appello, tenutasi in forma privata a Lisbona, i giudici hanno stabilito che “l’esericizio della libertà di espressione di Amaral non è stato considerato abusivo” e che “è avvenuto entro i limiti ammissibili in una società democratica e aperta, che esclude l’illegittimità di possibili danni all’onore dei McCann”. La coppia in un primo momento aveva ottenuto un risarcimento di 500.000 euro ai danni del poliziotto, da loro definito come “Velenoso bugiardo”, ma per via di norme appartenenti al diritto portoghese non hanno mai ricevuto la cifra mentre il procedimento era ancora in atto. La cifra sarebbe dovuta essere devoluta alla fondazione ufficiale “Find Maddie Fund”, basata su donazioni pubbliche e sostenuta da parecchie celebrità per finanziare le ricerche in tutto il mondo della piccola scomparsa.

Brutto affare

Il fondo era arrivato a raccogliere un milione di sterline, ma ora rischia di essere letteralmente spazzato via dalla sentenza della Corte Suprema del Portogallo. In questo modo i McCann non potrebbero più finanziare le ricerche di Scotland Yard, dovendo utilizzare il denaro per le spese processuali. Qualora fosse viva, la piccola Madeleine avrebbe quasi 14 anni. L’avvocato della coppia, Isabel Duarte, non è stato informato prima della fine dell’udienza. Un portavoce del suo studio nella capitale portoghese ha sottolineato l’amarezza per la sentenza. Amaral, 56 anni, ha vinto la battaglia legale iniziata nel giugno 2009, quando i McCann lo citarono in giudizio per diffamazione. I genitori di Madeleine ora potrebbero fare ricorso alla corte più alta del paese, la Corte europea dei diritti dell’uomo. Ma una fonte vicina alla coppia ha rivelato che difficilmente opteranno per questa soluzione, volendo concentrare le proprie energie nella ricerca di Madeleine. Amaral, che all’inzio della vicenda aveva guidato le poco efficaci ricerche, ha scritto un libro in cui ha affermato che Madelein sia morta ed è stato successivamente licenziato per aver criticato la gestione del caso da parte della polizia britannica. Il libro (“La verità sulle menzogne”) comunque lo ha reso celebre, avendo venduto centinaia di migliaia di copie in tutto il mondo prima di essere bandito per le affermazioni circa la presunta messa in scena del rapimento da parte dei coniugi McCann. Si presume che gli sia fruttato circa 400.000 euro, oltre alla realizzazione di un documentario. Fu proprio quanto dichiarato nel libro a scatenare l’ira dei McCann e la successiva causa in tribunale, unitamente ad una gestione delle ricerche inadeguata secondo il loro punto di vista. Una causa che i McCann si aspettavano di vincere, come aveva dichiarato l’avvocato Duarte prima dell’ultima sentenza: “Ci aspettiamo ragionevolmente un risarcimento dei danni terribili che questo libro ha causato alla famiglia”.

Il ricordo

Un portavoce della famiglia ha spiegato che in caso di vittoria i coniugi McCann avrebbero devoluto l’intera somma alla fondo per le ricerche di Madeleine, nonostante avessero pieno diritto di tenere il denaro per loro. Nel frattempo Scotland Yard è impegnata nelle ricerche, ma ha a disposizione soltanto altri due mesi di copertura delle spese da parte di un fondo governativo. I detective impegnati nel caso hanno fatto sapere di essere al lavoro su un’ultima teoria, secondo la quale la bambina sarebbe stata rapita da una banda di trafficanti europea. Si ritiene che la bambina fosse spiata da giorni, mentre si divertiva in spiaggia o a bordo piscina Secondo l’avvocato di Amaral, i McCann avrebbero intrapreso un’azione legale contro il suo cliente soltanto per “liberarsi del senso di colpa per la loro condotta negligente” nel lasciare Madeleine ed i suoi fratelli da soli, mentre loro mangiavano tapas con amici nelle vicinanze. Egli ha anche affermato che la loro mancanza di cooperazione con le autorità portoghesi avevano portato all’archiviazione del caso nel 2008, prima di riaprire le indagini nel 2014 in stretta collaborazione con la polizia britannica. Lo scorso anno i McCann hanno rivelato di aver spiegato tutto ai gemelli, che ancora oggi ricordano Madeleine e ne parlano spesso. Di recente i coniugi McCann erano tornati ad avere qualche speranza di poter rivedere la loro figlia, a causa di alcune particolarità.

S.L.

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