Bimbo malato, il giudice decide l’interruzione del supporto vitale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:01
(Websource/thesun.co.uk)

Aveva destato molto scalpore la vicenda del piccolo Charlie Gard, di soli pochi mesi di età e che era nato con una rarissima patologia degenerativa. Le speranze dei genitori di poterlo vedere guarire e vivere la vita normale che tutti i bambini dovrebbero avere si sono però infrante in una aula di tribunale. Ma i due rifiutano la decisione del giudice di concedere al piccolo l’interruzione del sostegno vitale artificiale e promettono che porteranno avanti la loro battaglia affinché questo non avvenga. Chris Gard e Connie Yates parlano devastati della situazione del loro figlio di soli 8 mesi affetto da una rara malattia genetica. La coppia, proveniente da Bedfont, ad ovest di Londra, ha affermato che il bambino dovrà essere curato con un trattamento sperimentale negli Stati Uniti per permettergli di sopravvivere. Ma i giudici della Corte Suprema si sono espressi contro questo proposito stabilendo che i congegni artificiali che tengono in vita Charlie possono essere disattivati. La decisione ha letteralmente devastato la coppia, che non capisce il motivo di tale sentenza e ha fatto sapere di voler ricorrere in appello. Purtroppo anche i medici del ‘Great Ormond Street Hospital’ sono ora dell’idea che per Charlie non ci sia più niente da fare e che sia giunta l’ora di interrompere le cure, che constano principalmente di una serie massiccia di palliativi. Uno specialista ha sostenuto che non è tollerabile mantenere il bambino in queste condizioni, e che nessun trattamento potrà guarirlo. Sulla base di queste opinioni, il giudice ha stabilito che il supporto vitale potrà essere interrotto.

Lotta disperata

Ma dei dottori americani si sono offerti per provare una procedura innovativa chiamata ‘terapia di bypass nucleosidici’, che non è neanche mai stata testata sui topi per quanto riguarda la malattia che affligge Charlie ma che in alcuni casi è già stata utilizzata su dei pazienti in simili condizioni. L’opinione dei medici inglesi e del giudice è che tutto questo potrebbe dare beneficio alla ricerca scientifica, ma non al bambino, che a questo punto avrebbe il diritto di morire con dignità. Il padre Chris, che ha portato con se una scimmietta giocattolo del figlio in aula, ha gridato “No!” disperato appena ha sentito la decisione del giudice. Ma quest’ultimo ha giustificato la propria scelta dicendo: “Prima di tutto voglio ringraziare i genitori del bambino per la loro coraggiosa lotta condotta fino ad oggi e per rendere omaggio alla dedizione che hanno mostrato al loro ragazzo sin dal suo primo giorno di vita”. L’avvocato della coppia ha parlato del peggiore incubo che dei genitori si trovino ad affrontare: “Stanno dando battaglia per capire come mai il tribunale non abbia concesso a Charlie la possibilità di un trattamento negli Stati Uniti”.

La vicenda risale allo scorso mese di marzo e richiama da vicino un altro caso simile.

S.L.

 

TUTTE LE NEWS DI OGGI – VIDEO