Madre metteva il veleno nel biberon della figlia di tre anni

Incredibile quanto è successo a Napoli. Una bambina di soli tre anni ha rischiato di morire per avvelenamento. Nel suo biberon, infatti, la mamma metteva potenti dosi di Xanax, Lexotan o altri ansiolitici. Per lei a breve inizierà un processo con l’accusa di tentato omicidio aggravato nei confronti della figlia. Sarebbe stato un modo per attirare l’attenzione del marito, per tenerlo vicino in un momento difficile del loro matrimonio, questa la motivazione di un gesto quasi inspiegabile. Le preoccupanti condizioni di salute della bambina, secondo la donna, avrebbero potuto rinsaldare il rapporto tra marito e moglie. Per fortuna, solo grazie all’intervento dei medici dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, la bambina si è salvata. Era stata ricoverata per una trombosi alle vene superficiali all’ospedale Santobono di Napoli, ma i dottori avevano deciso di trasferirla a Roma per alcuni accertamenti. Tra l’altro, anche quando la bimba era ricoverata, la mamma ha cercato ancora di avvelenarla e per questo, lo scorso dicembre, i sanitari del Bambino Gesù hanno sporto denuncia. Le analisi delle urine a cui è stata sottoposta la bimba hanno confermato la presenza nel suo organismo di sostanza psicotrope. Lo scorso gennaio la mamma è finita in manette con l’accusa di tentato omicidio, mentre le altre due figlie della donna sono state trasferite in una casa famiglia. La mamma in questione sarebbe affetta da sindrome di Munchhausen, che, come si legge nell’ordinanza di arresto, “è un disturbo che affligge i genitori, perlopiù madri, spingendoli ad arrecare un danno fisico al figlio per farlo credere malato così da attirare l’attenzione su di sé”.

M.O.

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