Dopo le tensioni USA-Afghanistan, Karzai vola a Washington per incontrare Obama

Da lunedì a mercoledì prossimo il presidente afgano Hamid Karzai sarà a Washington per rilanciare i rapporti tra Stati Uniti e Afghanistan e per garantirsi quell’appoggio necessario ad ottenere credibilità in vista di possibili colloqui di pace con i talebani. Mercoledì si terrà il primo incontro tra Barack Obama e Karzai dopo la visita lampo e senza preavviso a fine marzo del presidente Obama a Kabul. Gesto poco gradito dal leader afgano e al quale era seguito un mese di rapporti tesi che sembrano essersi allentati solo nell’ultimo periodo. Oggi l’addetto stampa della Casa Bianca Robert Gibbs ha detto che i due leader terranno una conferenza dopo l’incontro.

La trasferta di Karzai avviene in un momento critico per la guerra in Afghanistan: entro l’autunno verranno inviate le 30mila truppe Usa promesse da Obama, ma allo stesso tempo, come confermato venti giorni fa dal presidente americano, gli Stati Uniti intendono ritirare i propri militari dal paese dei talebani entro il luglio del 2011. Obama ha anche detto di ritenere che “il presidente Karzai sia in grado di condurre il suo paese nel 21esimo secolo e stabilizzarlo”. Un modo per spegnere le polemiche nate dopo che Karzai aveva accusato le ambasciate di alcuni paesi occidentali di brogli elettorali ai suoi danni durante la sua rielezione lo scorso anno. Il presidente afgano aveva addirittura minacciato di schierarsi dalla parte dei talebani.

Karazai si presenterà a Washington con una decina di membri del suo Gabinetto per tenere colloqui con le loro controparti sugli sviluppi, le priorità e altri temi riguardanti il conflitto.

Mostrandosi con questa delegazione di ministri Karazai vuole anche lanciare il messaggio che non tutti i membri del governo sono corrotti, come lamentato dalla comunità internazionale, ma molti sono impegnati per il bene del paese. Il ministro degli Esteri afgano Zalmay Rasoul ha detto che con questo viaggio si dovrebbe trovare la risposta a tre domande: “Come possiamo finire questa guerra? Perché dura da otto annni? Come possiamo ottenere successo senza sprecare troppo sangue e denaro?”. E’ di oggi poi la notizia che l’Afghanistan riunirà il 29 maggio un’assemblea nazionale di pace per discutere delle modalità con cui portare al negoziato i talebani.

Delle 30mila truppe promesse da Obama, 4.500 sono già state dispiegate. Altre 18mila arriveranno a fine primavera e le restanti all’inizio dell’autunno. Il loro compito è quello di stanare dai loro quartier generali i talebani concentrati soprattutto nel sud dell’Afghanistan. Il ministro afgano della Difesa, Abdul Rahim Wardak, ha detto che informerà gli americani di come la situazione nel suo paese non sia così tragica come la dipingono i media ma che la sconfitta non è un opzione da prendere in considerazione: “Se falliamo qui, non ci sarà alcun posto tranquillo nel mondo”. Anche se non amato in modo particolare, gli Stati Uniti sanno di aver bisogno di Karzai per il loro piano di uscita dall’Aghanistan

Chiara Basso – America24.com