Reggio Calabria, le mani della ‘ndrangheta sugli appalti per l’autostrada A3

In queste ore la questura di Reggio Calabria sta eseguendo 52 arresti tra gli affiliati dei clan Gallico, Morgante, Sgrò, Sciglitano, Bruzzise e Parrello. I fermati devono rispondere di associazione mafiosa, omicidio, estorsioni e infiltrazioni negli appalti dell’autostrada A3 per interventi in corso nel tratto tra Gioia Tauro e Palmi. Le indagini della polizia hanno infatti portato alla luce uno scenario composto da decine di omicidi e da una sanguinosa faida tra cosche della ‘ndrangheta per ottenere i preziosi appalti della Salerno-Reggio Calabria.

Tra gli arrestati vi sarebbero anche mandanti e autori di delitti compiuti tra gli anni ’80 e gli anni ’90, quando la rivalità tra le famiglie raggiunse il massimo della violenza e insanguinò Palmi e dintorni. Con l’inizio dei lavori nella stessa zona di Palmi, poi, lo scontro si è acutizzato di nuovo e secondo gli inquirenti dietro ai delitti più recenti ci sarebbe l’interesse dei clan nei confronti degli appalti per l’ammodernamento dell’autostrada A3. Le cosche in questione imponevano infatti una tangente del 3% alle imprese appaltatrici e operavano nel settore attraverso aziende collegate agli affiliati: si trattava, ovviamente, di un meccanismo che andava a danneggiare l’economia sana, poiché erano solo le imprese colluse a poter ottenere i lavori di subappalto.

Tatiana Della Carità