Inchiesta G8, la Cassazione decide il trasferimento degli atti a Roma ma non revoca le misure cautelari

Angelo Balducci

Nella serata di ieri la Cassazione ha deciso di trasferire da Firenze a Roma il processo per corruzione sull’inchiesta sul G8 Grandi eventi legata all’appalto per la scuola marescialli dei carabinieri di Firenze ma “non ha ritenuto di dover revocare le misure cautelari disposte nell’ambito del procedimento, altrimenti ne avrebbe dichiarato la cessazione”. “Non c’è nessun automatismo -sottolineano infatti fonti della Suprema Corte- tra la dichiarazione di incompetenza e la validità del permanere delle misure restrittive a carico degli indagati. Con riferimento all’articolo 27 del codice di procedura penale, in materia di misure cautelari disposte dal giudice incompetente, le misure stesse possono protrarsi per altri 20 giorni”. Dunque i provvedimenti cautelari adottati nei confronti di Fabio De Santis –ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana-, di Francesco Piscicelli -l’imprenditore che “rideva nel letto” la notte del terremoto in Abruzzo- e dell’avvocato Guido Cerruti  “non sono caratterizzate da illegittimità” ma, se la Procura di Roma non le rinnoverà, verranno meno allo scadere dei 20 giorni.
E alla decisione della Cassazione segue il commento di Franco Coppi, legale dell’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, ora detenuto a Prato. L’avvocato ha infatti precisato che “teoricamente la magistratura di Firenze, d’ufficio, potrebbe trasmettere tutti gli atti dell’inchiesta sul G8 Grandi eventi a Roma. Ma potrebbero esserci delle complicazioni in quanto la presidente del collegio, che il 15 giugno ha fissato l’udienza con rito immediato, si è dichiarata incompetente. Per questo i tempi di scarcerazione di Balducci e degli altri imputati potrebbero protrarsi ancora qualche giorno”.

Tatiana Della Carità