Obama e Cameron, colloquio a telefono: rabbia per marea nera non è un attacco alla Gb

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il primo ministro britannico David Cameron hanno discusso oggi al telefono delle conseguenze della catastrofe ambientale provocata dalla fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma della Bp nel Golfo del Messico.

Il colloquio, durato circa mezz’ora, è servito anche a distendere i toni tra i due paesi, dopo le pesanti critiche rivolte dall’amministrazione americana a Bp, il conseguente crollo in borsa della società, e le parole di Cameron a difesa dell’azienda e sul “valore economico” della compagnia anche per gli Stati Uniti. Secondo quanto ha riportato l’ufficio di Cameron, il premier britannico ha espresso al presidente americano il suo rammarico per il disastro, mentre Obama ha riconosciuto che la Bp è una multinazionale, e che la sua frustrazione per quanto accaduto non rappresenta un attacco alla Gran Bretagna.

Intanto la Guardia Costiera Usa ha dato 48 ore di tempo alla British Petroleum per intensificare gli sforzi al fine di contenere la fuoriuscita di greggio, dopo che gli esperti hanno indicato che dalla falla in fondo al mare si riverserebbero ogni giorno in mare 40.000 barili di petrolio.

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