Domani in Commissione Bilancio al Senato inizia la discussione sulla manovra finanziaria da 24,9 miliardi di euro

Sono 2.550 gli emendamenti presentati dai vari gruppi parlamentari alla manovra finanziaria da 24,9 miliardi di euro, in discussione in commissione Bilancio del Senato, che comincerà i lavori domani in mattinata. Riguardano la presentazione delle proposte di modifica al decreto legge numero 78, quello che contiene la manovra correttiva. Ma si tratta di un numero relativo, visto che il relatore e il governo mantengono la facoltà di far arrivare i propri emendamenti in una fase successiva. Quasi la metà degli emendamenti (1.205) arrivano dalla maggioranza. Il gruppo del Pdl “primeggia” con 1116 proposte di modifica. Dalla Lega ne sono arrivate 89, dal Pd 823. L’Italia dei Valori ha presentato 149 “correzioni” alla manovra, l’Udc 293 e il gruppo misto 80. Il Presidente del Senato Renato Schifani ha garantito che assicurerà ampio spazio al dibattito e alla discussione, anche se, visti i tempi (considerati molto stretti), quasi tutti gli emendamenti non solo hanno scarsissime possibilità di essere approvati, ma rischiano di non trovare lo spazio nemmeno per una discussione che abbia un approfondimento degno di nota . Naturalmente ci sarà una iniziale “scrematura” degli emendamenti (effettuata da un “comitato” istituito per l’occasione e presieduto dal capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri e dal vice presidente vicario Gaetano Quagliarello), che riguarderà innanzitutto la loro ammissibilità e successivamente il vaglio nel merito. I tempi, come dicevamo, sono stretti: il decreto scade a fine luglio, ma l’esecutivo vuole accelerare l’approvazione, vista anche la valenza europea di questa manovra. Come da tradizione quindi, probabilmente la fiducia sarà votata su un maxi-emendamento di ispirazione governativa, anche se non necessariamente a firma dell’esecutivo.

Paolo Battisti