Futuro e Libertà: se domani i finiani si astengono sulla sfiducia a Caliendo Berlusconi potrebbe salire al Quirinale

Roma. “Attenzione. Se domani i finiani si astengono sulla sfiducia a Caliendo con Rutelli Casini e Lombardo, se Berlusconi si ritrova anche con un solo voto meno dei 316 della maggioranza, sale al Quirinale”. A un certo punto del pomeriggio, circolano sms di questo tipo tra le truppe di ‘Futuro e Liberta«. E lo spettro di una spaccatura nel neonato gruppo Fli alla Camera si concretizza in conciliaboli e riunioni dei fedelissimi al Presidente della Camera, che però non hanno gradito la pubblica esternazione del fronte Fli-Udc-Api-Mpa, fronte vasto schierato per l’astensione. Ci sono i perplessi e quelli pronti addirittura a votare contro la sfiducia e ragionano a lungo (tra gli altri Moffa, Menia, Consolo, Proietti, Bellotti, Napoli, il reggente Giorgio Conte) su come dimostrare alla prima prova dei fatti che il sostegno al governo c’è, così come la volontà di non costituire terzi poli e nuove maggioranze. Una mina che Gianfranco Fini dovrà disinnescare stasera – alla cena con i neonati gruppi alla Fondazione Farefuturo – dove si discuterà della linea astensionistica annunciata e si deciderà il nuovo capogruppo a Montecitorio (in pole position Italo Bocchino). È in questa sede che Fini dovrà dimostrare di avere con sè gruppi compatti per non consentire al premier di poter sostenere che il governo è andato sotto per il mancato sostegno dei finiani, che pure hanno annunciato di volerlo sostenere e di volersi mantenere fedeli alla maggioranza che li ha eletti. Intanto, all’ora di pranzo nella sede della Fondazione di Gianni Alemanno ‘Nuova Italia, in una riunione dei fedelissimi del sindaco di Roma, di Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa ed Altero Matteoli, si è a lungo discusso della necessità per Berlusconi di non farsi condizionare da Fini, fin da questo primo delicato passaggio parlamentare. Del resto, il premier anche ieri lo ha detto nella cena con i senatori: »La via è stretta, non voglio farmi rosolare: al primo incidente si va al voto