Allenatore di basket confessa le attenzioni su un ragazzino di 10 anni a Bologna

CASO DI PEDOFILIA – Ha ammesso le sue attenzioni sul ragazzino di 10 anni, filmate anche dalle telecamere della Polizia, ed ha anche ammesso episodi precedenti, ma ha ribadito che si è trattato di una pulsione nata da un eccesso di affetto fatta da baci e abbracci. Interrogato dal Gup di Bologna Alberto Gamberini, ha spiegato così il suo comportamento. L’impiegato 42enne bolognese che per hobby allena le giovanili di basket di una polisportiva della periferia di Bologna, era stato arrestato in flagranza di reato dagli uomini della squadra Mobile della questura, intervenuti venerdì sera dopo aver piazzato alcune telecamere nella palestra e nello sgabuzzino dove avvenivano gli abusi, da circa due mesi, su uno dei ragazzini della sua squadra. Il difensore dell’uomo, l’avv.Simone Sabattini, ha chiesto gli arresti domiciliari. L’inchiesta che ha portato all’arresto dell’allenatore, coordinata dalla Pm Manuela Cavallo, era partita una decina di giorni fa dopo la denuncia dei genitori del piccolo. A fare il nome del coach era stato proprio il bambino, che nei giorni prima aveva chiesto aiuto ai familiari. Inizialmente, per paura o pudore, non riusciva a raccontare il suo disagio, così i genitori gli hanno chiesto di scrivere un biglietto: «Dite a quell’uomo di non portarmi nello sgabuzzino», ha scritto riferendosi all’allenatore in seconda della squadra di basket under 13 dove gioca. Dopo la denuncia, il minore era stato sentito in questura da uno psicologo e aveva raccontato delle ripetute attenzioni sessuali che era costretto a subire da quell’uomo che, durante gli allenamenti, lo portava nello sgabuzzino e lo toccava. La settimana scorsa gli agenti hanno piazzato delle telecamere nella polisportiva e nello stanzino e ieri sera, durante gli allenamenti, hanno monitorato quel che accadeva da una stanza appartata. Poliziotti e magistrato hanno visto, attraverso un monitor, l’allenatore che prendeva per mano il bimbo e si dirigeva verso lo stanzino. L’adulto ha sfilato la canottiera al piccolo e ha iniziato a baciarlo. A quel punto, dopo sette secondi dall’ingresso nello sgabuzzino, gli agenti sono intervenuti e lo hanno bloccato.

Ansa