Approvata delibera Agcom che regola il copyright sul web

    L’AGCOM E IL WEB – L’Agcom (Autorità Garante per le Comunicazioni) ha approvato oggi il provvedimento che regola il copyright sul web e dunque la rimozione dei contenuti che lo violerebbero. Dopo una serie di dure critiche da parte di associazioni, addetti ai lavori e semplici utenti, proteste e mobilitazioni sui principali social networks, una petizione on-line contro questa misura considerata censoria e dopo infine “La Notte della Rete” celebrata ieri a Roma (evento a cui hanno preso parte blogger, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web per una no-stop contro questa delibera), il provvedimento è passato con sette voti favorevoli, un astenuto e un voto contrario.

    Qualche ripensamento e cambiamento nelle regole emanate originariamente però c’è stato: nessun provvedimento di inibitoria all’accesso ai siti internet, neppure se stranieri; possibilità di ricorrere, in ogni momento, al Giudice ordinario, interrompendo il procedimento dinanzi all’Autorità Amministrativa e soprattutto la nuova procedura di enforcement scrive l’Autorità nel proprio comunicato “non riguarda (sulla base del principio del fair use): i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa”.

    La magistratura riacquista poteri che le sono propri, ma per i trasgressori (tali secondo il giudizio di Agcom) le multe saranno comunque salatissime – addirittura fino ai 250.000 euro -. Passa inoltre da due a dieci giorni il periodo di durata del contraddittorio tra Agcom e il sito “inquisito”; se Agcom lo riconoscerà colpevole, il sito avrà venti giorni (prorogabili di ulteriori quindici) per rimuovere il contenuto. In caso di rifiuto, il sito sarà multato.

    Il provvedimento sui diritti d’autore sarà sottoposto a una pubblica consultazione di 60 giorni nella quale tutte le parti interessate potranno pronunciarsi con le loro idee, conoscenze, proposte e i loro suggerimenti.

    Annarita Favilla