Egitto: forse rinviate elezioni, continuano le proteste di piazza

Manifestanti in piazza Tahrir al Cairo
EGITTO: RINVIO VOTO E PROTESTE – La chiamavano “Primavera araba”… ma forse sarà anche “Estate araba”. Non si placano infatti le proteste in Egitto, con cui i cittadini chiedono un cambiamento deciso alla guida del Paese e nuove riforme. I manifestanti sono tornati nei giorni scorsi in Piazza Tahrir, simbolo della rivolta di gennaio, chiedendo processi immediati e severi per gli esponenti dell’ex regime di Hosni Mubarak.

Oggi, arriva l’indiscrezione, secondo la quale le elezioni legislative, già programmate per settembre, potrebbero essere rinviate a novembre per venire incontro alle esigenze di organizzazione delle forze politiche. Con la reazione che si può immaginare da parte della popolazione.

La rivelazione proviene da una fonte militare, che precisa però che l’iscrizione dei candidati nelle liste elettorali comincerà a settembre. La richiesta del rinvio del voto di due mesi è stata fatta da molte forze politiche e anche da candidati alla presidenza, come Amr Mussa e Mohamed el Baradei, per consentire ai nuovi partiti e alle formazioni politiche di avere il tempo per organizzarsi. I Fratelli Musulmani e le altre forze islamiste sono invece contrari al rinvio. Anche perché sono bene organizzati sul territorio.

Il Consiglio supremo delle forze armate, che governa provvisoriamente l’Egitto dalla caduta di Mubarak, l’11 febbraio scorso, ha sempre indicato che il voto si sarebbe tenuto il prossimo settembre, anche se alcune voci parlano di un possibile rinvio.

Ieri, intanto, i manifestanti radunati da giorni in Piazza Tahrir hanno chiesto le dimissioni del premier egiziano Essam Sharaf, non soddisfatti dalle sue promesse. La richiesta degli attivisti è anche quella che la giunta militare non interferisca nella formazione del nuovo governo, annunciato con un rimpasto da Sharaf.

Ieri, gli egiziani hanno manifestato anche contro il capo del Consiglio supremo delle Forze armate, Mohammed Hussein Tantawi, che è stato Ministro della Difesa del governo di Hosni Mubarak.

Gli egiziani non vogliono che gli esponenti del vecchio regime siano in qualunque modo coinvolti nel nuovo governo.

A piazza Tahrir , oggi, è stato riaperto a impiegati e cittadini il grande complesso amministrativo del Mogamma, rimasto chiuso di tre giorni.

Valeria Bellagamba