Kenya, assalto centro commerciale: gruppo armato con ostaggi assediato dagli agenti

Militari kenioti al centro commerciale di Westgate, Nairobi (Getti images)

E’ ancora barricato all’interno del centro commerciale di Westgate a Nairobi, il gruppo di commando di combattenti integralisti Shabaab che ha assaltato sabato mattina il centro provocando la morte di una sessantina di persone e ferendone almeno 200.
Uno numero ancora imprecisato che rischia di salire, in quanto all’interno del centro, il gruppo islamista che ha rivendicato l’attentato ha ancora in ostaggio una trentina di persone ed avrebbe minacciato di farsi esplodere.

Questa mattina, il gruppo somalo Shabaab ha scritto un messaggio su un sito islamista in cui autorizza i mujahidin a sferzare un’azione contro i prigionieri: “Stiamo chiedendo ai cristiani di trattare con i mujahidin per salvare i loro ostaggi”, scrive Ali Mohamud Rage.

Tra le vittime, come riporta il quotidiano britannico Indipendent vi sono anche due diplomatici, uno canadese, l’altro ghanese, ma anche tre cittadini inglesi, due francesi, due canadesi, una donna cinese, due indiani, un sudcoreano e una donna tedesca.

Secondo le dichiarazioni del presidente del Kenya Uhuru Kenyatta, oltre mille persone erano all’interno del centro. Sebbene sia ancora indefinito il numero di ostaggi nelle mani degli integralisti, il ministro della difesa afferma che la maggior parte dei clienti del centro è stata tratta in salvo.

Stando a quanto riporta l’Ansa, una fonte vicina alle forze dell’ordine ha affermato che gli agenti hanno messo sotto assedio da ieri sera i terroristi che sarebbero rimasti isolati.
Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito numerosi spari.

Elijah Kamau, un superstite della strage ha confermato che il commando armato ha “lasciato andare i musulmani e ha aperto il fuoco contro i no-musulmani. Ci hanno detto di andare via, perché avrebbero colpito i non-musulmani”.
Una testi sostenuta anche da altre testimonianze che hanno riferito che chi tentava di uscire dal complesso è stato sottoposto a una sorta di test per provare la propria fede islamica, anche recitando preghiere musulmane.

Redazione

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