Salva Roma: Renzi annuncia nuovo provvedimento ma “commissaria” il Sindaco capitolino

Ignazio Marino (getty images)
Ignazio Marino (getty images)

E’ gelo tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Sindaco di Roma Ignazio Marino che dopo il ritiro del Decreto Salva Roma ha minacciato il blocco della città.

In tutta riposta, il presidente del Consiglio per evitare il default della capitale ha annunciato che nell’ambito di un Consiglio dei ministri che si svolgerà oggi sarà presentato un “nuovo salva Roma” che secondo le indiscrezioni sarà fondato su due piani tra cui una parte che mira alla copertura” del risanamento del Comune di Roma per la chiusura del bilancio e un’altra parte dedicata a stabilire delle regole per i rapporti tra Stato e Capitale, con lo scopo di favorire un riequilibrio finanziario del Comune di Roma.

Tuttavia, la trattativa sarebbe stata molto serrata e con molte probabilità Renzi potrebbe aver sentito telefonicamente Marino, in quanto il premier ha puntato il dito contro il sindaco della capitale sottolineando “basta con i piagnistei” e accusando Marino di aver usato toni “inammissibili”: “Come ti permetti? Noi siamo qui, tutti a lavorare, per trovare soldi per l’Italia e tu inciti i romani alla rivolta? O minacci le dimissioni per minare subito il lavoro che abbiamo fatto? Io sono stato sindaco come te. E so come funzionano queste cose. Ci vuole coraggio, non ci vogliono i piagnistei. E, soprattutto, bisogna prendersi le proprie responsabilità. Io prenderò le mie, tu prendi le tue, ma smettila di mettere i bastoni tra le ruote a chi si sta ammazzando per rimettere in sesto questo Paese” avrebbe detto Renzi a Marino, come riporta corriere.it.

Il Sindaco nella tarda serata di ieri ha tentato di recuperare le sue affermazione dichiarando che non c’è “nessuna minaccia. Non sono io a bloccare Roma. È il taglio del 90 per cento delle risorse che blocca i servizi se non passa un decreto fermo da mesi”.

A favore di Marino, si è espresso il presidente dell’Anci e Sindaco di Torino Piero Fassino che in un’intervista rilasciata alla Stampa affronta il tema dei tagli ai Comuni: “Si è caricato sulle nostre spalle molto del peso del risanamento dei conti pubblici, anche andando al di là del giusto. I Comuni hanno generato solo il 2,5% del debito pubblico del Paese, e gestiscono solo il 7,6% della spesa pubblica nazionale. Si capisce come non si possa pretendere di risanare i conti pubblici gravando esageratamente sui Comuni». Fassino riflette sulla situazione finanziaria della Capitale: «il dissesto di Roma richiama pesantemente le responsabilità di chi ha amministrato la capitale in questi anni. Ma questo dissesto rischia di scaricarsi su un sindaco che è stato eletto solo sei mesi fa”.
In merito al rischio di fallimento della capitale, Fassino evidenzia le grave conseguenze che ne scaturirebbero: “Un danno di immagine che si tradurrebbe in un costo molto ma molto superiore da ripianare. Si consenta a chi adesso guida la città e ai cittadini di poter uscire da questa stretta. Evitiamo una catastrofe che sarebbe gravissima”.
Per Roma, Fassino evidenzia come Roma dovrà poi adottare politiche di risanamento e sottolinea: “Bisogna salvare una città non perchè continui a fare debiti, ma perchè acquisisca una stabilità finanziaria”.

Redazione

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