Crisi Crimea: smentito ultimatum della flotta russa alle truppe ucraine

Truppe filo russe all'esterno delle basi militari ucraine (Getty images)
Truppe filo russe all’esterno delle basi militari ucraine (Getty images)

Il comandante della flotta russa Aleksandr Vitko nel mare Nero ha smentito la notizia riguardo ad un ultimatum con cui avrebbe chiesto alle forze ucraine di arrendersi entro l’alba di domani.
Una notizia che era stata smentita dallo stesso presidente della Duma, la camera bassa del parlamento russo, Serghiei Narishkin, che ha detto che un intervento armato dell’esercito russo “non è necessario per ora”.

Intanto, la crisi si sta espandendo nell’est dell’Ucraina: infatti, un centinaio di persone filorusse hanno preso possesso del palazzo della Regione di Donetsk, guidati da Pavel Gubarev che ha annunciato di aver “preso il potere”. Gubarev era già stato “eletto” governatore due giorni fa, ma ieri il presidente ucraino ad interim Oleksandr Turcinov ha nominato un governatore non gradito ai filorussi.

Nel frattempo, lo stesso parlamento regionale di Donetsk ha anche annunciato di voler convocare un referendum sullo status della regione, come annunciato dalla repubblica autonoma di Crimea.

La bandiera russa è stata issata anche sul palazzo del Consiglio regionale di Odessa dove circa 700 manifestanti pro-Mosca hanno fatto irruzione nell’edificio mentre era in corso una riunione di emergenza sulla situazione in Ucraina.

L’ex premier ucraino Yulia Timoschenko ha detto che l’ultimatum sarebbe “una dichiarazione di guerra anche a Stati Uniti e Gran Bretagna”.

Intanto la situazione che si delinea è il chiaro controllo delle forze russe di una parte dell’Ucraina e sul piano internazionale la situazione sembre precipitare nonstante ci siano in atto dei tentativi di mediazione.

Sul fronte europeo, si apprende che l’Italia è in linea con gli altri paesi ovvero di non disertare il G8 di Sochi considerato come “un’ultima risorsa per un dialogo con la Russia”.

Intanto per giovedì si attende il vertice stradorinario del Consiglio europeo sulla questione.

Il segretario dell’Onu Ban Ki Moon ha lanciato un appello sottolineando che si rivela “importante calmare la situazione e arrivare a un dialogo costruttivo, che includa l’Onu e le organizzazioni regionali”.
Ban Ki Moon ha accolto la proposta di creare un gruppo di contatto al quale dovrebbero partecipare Unione europea, Ucraina, Russia e Onu per mediare nella crisi attraverso l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) con lo scopo di far rispettare la piena integrità territoriale e l’unità dell’Ucraina.
Il segretario dell’Onu si è intrattenuto con l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Catherine Ashton, con il presidente francese Francois Hollande e con Didier Burkhalter, presidente e ministro degli Esteri svizzero e presidente di turno dell’Osce.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha deciso di spostare la riunione straordinaria sull’Ucraina alle 15.30 ora locale (le 21.30 in Italia) precisando che l’incontro è stato sollecitato dall Russia.
Nella bozza che è circolata durante la riunione del Consiglio straordinario ci sarebbero delle misure mirate verso la Russia tra cui anche un embargo delle armi. Tuttacia non ci sarebbe un consenso tra i ministri.

Il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov a Ginevra, dinanzi all’Onu, ha detto che le truppe rimarranno in Crimea per tutelare “i diritti fondamentali e le libertà” dei “fratelli russi” residenti in Ucraina.
Dal canto suo, la Polonia sarebbe invece pronta a chiedere una consultazione a livello ministeriale in base all’art.4 dello statuto dell’Alleanza Atlantica,.
E’ quanto avrebe reso noto il presidente polacco Bronislaw Komorowski.
Secondo alcune fonti della Nato si apprende che “sono in corso le consultazioni tra gli alleati, ma l’art.4 non è stato invocato”.
Come riporta l’Ansa, l’art.4 è lo strumento giuridico in base al quale, ad esempio, nella crisi siriana gli alleati hanno deciso lo schieramento di batterie di missili Patriot in Turchia.
L’articolo 4 prevede “consultazioni£ quando uno dei 28 paesi dell’Alleanza sente £minacciata l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza”.

Infine, c’è stato un colloquio telefonico tra il premier russo Medvedev e il vicepresidente Usa Joe Biden sull’Ucraina: stando a quanto ha riferito la portavoce di Medvedev, Natalia Timakova, gli Usa non hanno sollevato le questioni relative alle sanzioni economiche e allo svolgimento del G8 di Sochi.
Biden avrebbe esortato “la Russia a ritirare le sue forze, sostenere il dispiegamento immediato di osservatori internazionali in Ucraina e avviare un dialogo politico significativo con il governo ucraino”:

Redazione

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