Jobs Act. Poletti: “Superare la cassa integrazione”

Poletti e Padoan in Parlamento (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Poletti e Padoan in Parlamento (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Il ministro al Lavoro, Giuliano Poletti, ha parlato di Jobs Act e dei problemi che il suo dicastero si troverà a dover risolvere nel corso dei prossimi mesi. Le anticipazioni di Poletti in merito ai provvedimenti che saranno annunciati il prossimo mercoledì 12 marzo, sono state fatte ai microfoni della trasmissione televisiva Porta a Porta.

Sottolineando che “Il lavoro  non si fa per legge o per decreto, è il risultato dello sviluppo dell’impresa. Da questa situazione non usciremo con un decreto ma solo se ogni cittadino si caricherà della sua parte di responsabilità”, il ministro ha fatto sapere che il governo è al lavoro per tentare di dare gli strumenti all’economia italiana per rimediare ai problemi esistenti a quella “coda velenosa” che ci si aspetta interessi il paese in questa fase della crisi economica.

Il punto su cui Poletti ha voluto insistere è la progressiva estinzione dei fondi della cassa integrazione in deroga, la quale potrebbe farsi sentire in maniera considerevole a partire dalla seconda metà dell’anno in corso. I soldi disponibili, infatti, non sarebbero sufficienti per superare il giro di boa del 2014 e, a questo proposito, chiare sono le intenzioni dell’esecutivo: “Il problema è sul tavolo e la nostra intenzione è superare la cig in deroga”, ha detto il ministro.

Poletti ha poi dichiarato che alcuni nodi specifici, come quelli relativi all’Irpef e all’Irap, devono ancora essere sciolti dal Consiglio dei Ministri. Pertanto, su alcuni punti specifici, non ha voluto fornire chiarimenti, rimandando la discussione alla presentazione del provvedimento. In merito alla forma che l’atto del governo sul lavoro dovrà avere, il ministro ha detto, dimostrandosi critico in merito all’uso del decreto legge: “Stiamo facendo una verifica sulle materie per decidere quali strumenti usare. Un obiettivo dichiarato è valutare per singoli parti quali sono gli strumenti normativi congrui per le cose che dobbiamo fare, non possiamo fare atti che lasciano scoperti lavoratori e imprese”.

 

Redazione online