Ha visto sua figlia “morire 16 volte”: ora la notizia che mai si aspettava

(Websource / Mirror)

Ha visto sua figlia “morire 16 volte” dopo che aveva contratto la meningite e combattuto una breve ma intensa battaglia contro la malattia solo per uscirne sconfitta. Zoe Alharti, 30 anni, aveva dovuto dire addio alla piccola Ava il 16 aprile 2016, poche settimane dopo che aveva festeggiato il suo primo compleanno. Un’esperienza devastante di cui probabilmente porterà il segno per il resto dei suoi giorni. Ora, però, la sua vita è nuovamente proiettata verso il futuro con speranza, nonostante le “ombre” del passato continuino a pesare: ha infatti scoperto di essere incinta e il prossimo ottobre metterà al mondo un’altra bambina.

La notizia della nuova gravidanza ha suscitato in Zoe un insieme di emozioni contrastanti. L’agonia vissuta da sua figlia Ava, la cui vita è stata divorata dalla meningite nel giro di appena 24 ore, è una ferita difficile da rimarginare. Tanto che la donna sta ancora facendo i conto con un disturbo post traumatico da stress. “L’abbiamo vista morire 16 volte”, racconta lei stessa. “Dovevano continuare a rianimarla, ma lei continuava a morire: la riportavano in vita e lei moriva ancora”. Poi la sua famiglia, compreso il papà Jamie Jeremiah, 34 anni, e le sorelle Nadia, 12, e Marley, 8, è stata costretta a dirle addio.

Verso un nuovo inizio
“Ora affronto le cose con più calma, una alla volta”, racconta ancora Zoe, che vive ad Ammanford, nel Carmarthenshire (Galles). E’ passato oltre un anno dal tragico lutto, “ma è ancora tutto così difficile – confessa – . Invece di tre figli ne ho solo due”. E va da sé che il trauma ha pesato anche sulle due sorelline, che ad Ava erano molto affezionate. “Penso a lei tutto il giorno, ogni giorno – prosegue Zoe – . E’ sempre nella mia mente”. E “parlo con lei tutto il tempo”. Anche ora che si prepara a mettere al mondo una nuova creatura, che ha già deciso di chiamare Alaska.

“Non voglio commettere errori – dice a questo riguardo la giovane mamma. Tutti i genitori si colpevolizzano se ai loro figli succede qualcosa. Nel profondo della mia mente è proprio così che mi sento. Ogni cosa mi spaventa… Divento iperprotettiva anche per un colpo di tosse o un banale raffreddore”. E “il pensiero di un’altra creatura mi intimorisce davvero. E’ stato uno shock anche per mio marito, non ce lo aspettavamo”. “Ma ogni cosa – conclude – succede per una ragione”. E questo mistero è ora, per Zoe e la sua famiglia, l’unica certezza cui aggrapparsi.

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