Pedopornografia, arrestato psicologo romano. In casa è stato trovato materiale con foto e video di minori

Polizia Postale

ROMA – Arrestato un giovane psicologo romano, Z.G. di 33 anni, con studio a Roma Nord e una mansarda-covo in pieno centro storico. Il professionista che ha in cura molti bambini e intere famiglie, oltre ad adulti, è accusato di essere un pericoloso pedofilo. Arrestato nella stessa operazione anche un altro pedofilo, C.M. di 41 anni, e denunciati a piede libero altri otto romani. Ma è lo psicologo dei bimbi a destare orrore con tutto il materiale che gli è stato sequestrato.

LA MANSARDA DEGLI ORRORI – Fanno impressione sulla scrivania del dirigente della Polizia Postale del Lazio Andrea Rossi, che ha coordinato l’operazione ordinata dal Pm Nicola Maiorano, i giochi “psicologici” interattivi che sono stati trovati in studio e a casa del professionista, insieme alle mutandine da bimbi ancora nel sacchetto dei negozi, ai pennarelli, ai pelouches, album fotografici riempiti con ritagli di giornali, alle riviste con articoli sulla pedopornografia, alle storie confezionate con fotografie e forbici incollando su carta scenari malati. Quando è stato arrestato l’uomo ha ammesso il possesso di questo materiale, che era inventariato in un ordine maniacale, si è dimostrato consapevole della situazione e poi si è chiuso nel silenzio. Ora è ristretto a Regina Coeli.

L’INDAGINE – A tradire lo psicologo sono stati i suoi Internet Protocol. L’indagine è nata infatti dalla polizia postale del Lussemburgo che aveva individuato passaggio di materiale pedopornografico in due server, //olchan.org e 02ch.su, ora finalmente disattivati. La segnalazione ai colleghi italiani degli Ip individuati ha portato a rintracciare la rete romana. In una mansarda al centro di Roma poi la scoperta della tana dello psicologo «collezionista» di bambini, il luogo di un’ossessione che dura da molti anni vista l’ingente quantità di materiale che riempiva l’appartamento: quaderni, schedari, giochi infantili, pastelli e pennarelli, album fotografici riempiti con ritagli di giornali, migliaia di foto e video pedopornografici che ritraevano minori dai 3 ai 15 anni circa, oltre a riviste specialistiche sugli abusi sessuali. per piccoli ancora confezionati, ma anche pelouches, slip, mutandine e calze per bimbe strappate nelle zone intime. Tutto era catalogato in maniera maniacale e conservato in file sul pc (suddivisi in base all’etá dei bambini) e in una grande libreria nel suo appartamento. Insomma una sorta di museo pedopornografico con ben sette grossi libri-album di fotografie catalogate, con immagini prese perlopiù dalle riviste di moda. I genitori dello psicologo che vivono al piano di sotto hanno dichiarato di non essere a conoscenza di queste attività del figlio. «Mio figlio non è un mostro, non è un pedofilo. Non è mai entrato in contatto con bambini a lavoro né li ha fatti salire a casa. Posso garantirlo perché abitiamo nella stessa villetta» ha dichiarato il padre dello psicologo.

SEQUESTRATO HARD DISK – Le ricerche scattate poi nello studio hanno portato al rinvenimento di altro materiale che ora è al vaglio degli inquirenti. Molto interessanti sono le numerose schede e gli appunti che il professionista aveva steso sui casi che seguiva. Un accertamento sui rapporti con i suoi piccoli pazienti dovrà essere fatto ora, con l’ausilio del Tribunale dei minori e dei suoi psicologi. L’uomo esercitava la professione da 7 anni, non è sposato, non ha figli. La polizia postale ha sequestrato gli hard disk dei suoi computer insieme a quelli degli altri nove denunciati. Migliaia e migliaia di orribili file che ora dovranno essere analizzati con attenzione.

Corriere.it