FINTO ATTENTATO A FINI – Libero contro Fini. Questa volta la casa a Montecarlo non c´entra. Maurizio Belpietro in un editoriale – dal titolo “Su Gianfranco iniziano a girare strane storie” – insinua di un finto attentato che il presidente della Camera avrebbe fatto preparare in occasione della sua visita istituzionale in Puglia, a Andria, nella prossima primavera. Nel racconto di Belpietro, Fini sarebbe rimasto ferito in modo lieve, mentre il vero danneggiato sarebbe stato Berlusconi. Sul premier infatti, il «manovale della criminalità locale», assoldato con 200 mila euro, avrebbe dovuto fare ricadere la colpa. Un modo, secondo Libero, per condizionare l´esito del voto in prossimità delle elezioni.

Una ipotesi «delirante». “Futuro e Libertà”, il movimento fondato da Fini dopo lo strappo dal Pdl, insorge e denuncia: «Siamo sempre al metodo Boffo, alla macchina del fango». Il presidente della Camera è in vacanza nell´Oceano Indiano e viene informato di essere non solo un “traditore” ma pure un attentatore. E la storia non finisce qui. C´è di mezzo anche una escort – scrive Belpietro – contattata a Modena un anno fa e pagata mille euro in contanti che avrebbe peraltro riferito «una serie di particolari piccanti».

Sono affermazioni che non cadono nel vuoto. Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro convoca il direttore di Libero e apre un´inchiesta. Ma anche la procura di Trani ha aperto un fascicolo. L´ipotesi di reato non c´è ancora ma i magistrati vogliono vederci chiaro e si riservano di sentire a loro volta Belpietro. «Si tratta di un atto dovuto», taglia corto il procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capistro. Nelle prossime ore il fascicolo dovrebbe essere trasmesso alla Direzione distrettuale antimafia di Bari che si occupa di reati di criminalità organizzata e che ha competenza nel caso di attentati a alte cariche dello Stato.

Il Pd attacca: «Torniamo a un uso dell´informazione con caratteristiche squadristiche – accusa Andrea Orlando, responsabile giustizia – È un modo malato di condurre la lotta politica; ora si dica tutto quello che si sa senza procedere per allusioni». Ma interdetti restano anche gli esponenti locali del centrodestra. Il sindaco di Andria, Nicola Giorgino del Pdl, parla di una boutade, di un fatto del tutto inverosimile, spiegando che «non è previsto nessun arrivo di Fini a Andria in primavera». E il consigliere regionale del Pdl, Nino Marmo la giudica una vicenda «ridicola e inventata». Benedetto Della Vedova, portavoce di Fli ed ex radicale, chiama in causa l´Ordine dei giornalisti: «Andrebbe abolito, ma dal momento che c´è, se fossimo in un paese serio l´Ordine avrebbe di che dire e di che fare». Sul sito di Generazione Italia l´invito a un «liberalissimo boicottaggio di Libero».

Repubblica