Repubblica: Federalismo fiscale: la maggioranza cerca alleati nell’Udc e in Fli, Calderoli costretto a ritocchi

FEDERALISMO FISCALE – La politica torna in aula e si apre per il governo il rush decisivo. Il premier Berlusconi è convinto di spuntarla, di superare anche gli scogli di gennaio. Lo ha detto ai suoi in questa tesa vigilia della ripresa. Lo ha ripetuto il suo portavoce Paolo Bonaiuti: «Finite le feste natalizie, gli italiani chiedono al governo di andare avanti. E il governo porterà subito a termine le riforme già avviate, come il federalismo, e altre ne metterà in cantiere. L´opposizione non c´è, sogna soltanto improbabili ammucchiate di forze diverse e divise sui valori, sui principi, su tutto».

Il federalismo fiscale, dunque, è in cima all´agenda. Domani la commissione bicamerale aprirà l´esame del decreto sul fisco municipale (il voto è previsto entro il 21) e il cammino della maggioranza è tutto in salita.

Le aperture della Lega e del suo “tessitore” Roberto Calderoli in queste ore si sprecano. Da parte di Bossi però il segnale è netto: nessuna modifica. Se, allora, i finiani lasciano aperto uno spiraglio alla trattativa sulla riforma che sta più a cuore al Carroccio, dai centristi di Casini arriva solo una brusca chiusura. Ne parla il segretario Lorenzo Cesa con il leader Udc: «Abbiamo fatto una richiesta chiara e precisa al governo: se sarà rivisto questo federalismo, introducendo un serio e sostanziale quoziente familiare che si traduca in un sostegno concreto alle famiglie, siamo pronti a sederci al tavolo e discutere responsabilmente del testo con il governo. Altrimenti, le solite chiacchiere, i soliti slogan non ci interessano». Il fatto è che, a sentire il ministro della Semplificazione Calderoli, nella riforma il quoziente familiare rivendicato dai centristi ci sarebbe già: «Dentro il decreto sulla fiscalità delle regioni e delle province approvato dalla conferenza unificata» spiega dalle colonne della Padania. Ma non è quello che gli uomini di Casini si attendono. Il braccio destro di Bossi si trova costretto a promettere che studierà qualcosa per venire incontro alle richieste.

Sembra più propizio il dialogo con i finiani. Nei giorni scorsi, era stato il senatore Mario Baldassarri – il cui voto è decisivo in bicameralina – a proporre una serie di correzioni, in assenza delle quali Fli voterebbe contro. Ieri il parlamentare Fli è tornato sul nodo, intervistato da Sky: «Sono federalista convinto ma per questo voglio fare quello vero, strutturale, che non funzioni per i prossimi tre mesi ma per prossimi 50 anni. Voglio ragionare, con i miei colleghi, anche con Calderoli. Se mi si dice voti si o no sul federalismo rispondo: quale? In ogni caso è sbagliato lanciare un´opa su Fli». Si tratta di «proposte di buon senso, sulle quali si può discutere» dice per conto del governo il ministro Altero Matteoli, ottimista anche sul prosieguo della legislatura: «Oggi la possibilità di portarla a termine è maggiore rispetto a 45 giorni fa». La verifica è imminente. Mercoledì si riuniranno le commissioni Finanze e Bilancio della Camera che dovranno pronunciarsi sul decreto sul federalismo municipale. E forse Calderoli si presenterà con ulteriori ritocchi.

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