Narcotraffico in Messico: 42.000 morti dal 2006 ad oggi

NARCOTRAFFICO IN MESSICO – I cartelli messicani del narcotraffico continuano a spargere sangue e terrore. Dal 2006 ad oggi, da quando il neopresidente Felipe Calderon ha dichiarato guerra alle gangs criminali, oltre 42mila persone sono rimaste uccise e la guerra non accenna a regredire. Ieri nella città marittima di Veracruz, 350 km ad Est della capitale, 35 cadaveri sono stati ritrovati stipati in due camioncini parcheggiati sotto un ponte, nei pressi di un centro commerciale. Si tratta dei corpi di 24 uomini e 11 donne, tutti con precedenti penali nell’ambito della criminalità organizzata, probabilmente vittime di un agguato messo a segno dai Las Zetas, che da mesi imperversa nella città messicana con inaudita violenza. Alcuni corpi sono stati rinvenuti con le mani legate e mostravano evidenti segni di torture.

Ma ormai in Messico gli omicidi in stile mafioso sono ordinaria amministrazione. Qualche giorno fa un deputato del Partido Revolucionario Institucional è stato trovato morto insieme al sua autista in una zona montana dello stato di Guerrero. Quindici giorni fa era stato sequestrato subito dopo una festa di compleanno di un collega di partito.

Redazione